Ancora quaranta giorni e l’ecobonus al 110% per gli interventi di riqualificazione energetica e di adeguamento antisismico potrà prendere il via. E’ fissata infatti al primo luglio la data di partenza per la fatturazione delle spese che saranno sostenute. Già si sapeva sin dall'inizio del mese maggio in realtà, ma adesso è diventato ufficiale. La firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella infatti ha trasformato in legge l’agevolazione che, nella storia fiscale dell'Italia, non aveva mai raggiunto un livello così alto.

Ecobonus al 110%, nessuna modifica sostanziale tra Camera e Senato

L’articolo di riferimento per l’ecobonus al 110%, altrimenti denominato il super bonus dell’edilizia al 110%, è il numero 119 del decreto rilancio. Per una norma, studiata e messa a punto dal pentastellato Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che non ha subito sostanziali modifiche durante l’iter parlamentare tra Camera e Senato.

Dunque, anche ai nostri politici evidentemente piace l’idea di poter eseguire gratis lavori di ristrutturazione alla propria abitazione, o al proprio condominio, con l’opportunità di poterci guadagnare anche qualcosa, nell’ambito di un rimborso che avverrà nell’arco di cinque anni. Le spese sostenute e che verranno restituite dovranno essere effettuate tra il primo luglio e il 31 dicembre 2021. Via libera dunque, a partire da oggi, a riunioni e assemblee condominiali per l’approvazione dei lavori e dei preventivi, alla progettazione degli interventi e alla selezione dei fornitori.

Ecobonus al 110%: beneficiari e spese minime per la ristrutturazione

Condomini, dicevamo. Ma anche le singole unità immobiliari e gli edifici o villette unifamiliari. In questo caso però ci sono dei limiti, uno solo in realtà: rientrano tra le strutture sottoponibili a lavori, a patto che siano adibite a prima casa. Sono escluse infatti dal bonus al 110% le seconde case. I tetti di spesa sono molto alti e questo è il motivo per cui l’agevolazione è rivolta soprattutto ai condomini. Per la precisione, il limite equivale a sessantamila euro, cifra che va moltiplicata per il numero di unità abitative, per quanto riguarda l’isolamento termico, è invece pari a trentamila euro, moltiplicato il numero delle unità immobiliari, per quanto riguarda le caldaie.

Ecobonus, al 110%, i 3 interventi trainanti per la ristrutturazione

Caldaie e isolamento termico sono infatti due dei tre interventi trainanti indicati dall’articolo 119 necessari per far partire la detrazione dell’ecobonus al 110%. Per la precisione, l’isolamento termico va applicato sul 25%, se non di più, della superficie disperdente lorda dell’edifico, altrimenti chiamato cappotto termico. Le caldaie nuove devono essere rigorosamente a pompe di calore o a basso consumo tramite condensazione. Il terzo intervento trainante è la realizzazione di lavori di adeguamento antisismico. Per ottenere lo sgravio al 110%, in caso di ristrutturazione della casa o del condominio, va scelto almeno un intervento di essi, studiati per ottenere una significativa riduzione del rischio sismico o, in alternativa, un forte risparmio energetico: non a caso, la condizione più impegnativa in questo senso è quella dell'ottenimento di un miglioramento di almeno due classi energetiche Ape, Attestato di Prestazione Energetica, documento che descrive le caratteristiche energetiche di un edifico, un'abitazione o di un appartamento. 

Ecobonus al 110%, cosa si può ristrutturare

Ovviamente, il ventaglio di tutti gli altri interventi a cui si può applicare l’ecobonus al 110% è molto più ampio. Rientrano nell’articolo 119 l’installazione e montaggio dei pannelli solari, l’aggiunta eventuale di accumulatori di energia, sempre collegati ai pannelli solari, la realizzazione delle colonnine per caricare le batterie delle autovetture elettriche e i vecchi interventi previsti dall’ecobonus precedente. Se realizzati in affiancamento ad almeno uno dei trainanti, anche tali interventi possono accedere all'ecoibonus del 110%.

Cedere alla banca il credito di imposta? Si può

Una delle novità più interessanti riguarda il credito di imposta. C’è infatti la possibilità che esso possa essere ceduto a una banca, a un’assicurazione o a un altro qualunque intermediario finanziario. In alternativa è possibile scontare immediatamente lo sgravio fiscale nella fattura dei fornitori, legittimati e liberi a loro volta di cederlo a un istituto bancario, o anche ad altri soggetti. Dunque, detrazione fiscale. Oppure sconto in fattura, con cessione del credito alle banche da parte delle aziende che hanno eseguito i lavori di ristrutturazione energetica e/o miglioramento sismico degli edifici. Così sarà fruibile l'ecobonus al 110% per i cittadini italiani.

"Ecobonus al 110% e ristrutturazioni traini dell'economia italiana"

Dal punto di vista del governo, e in particolare di Riccardo Fraccaro, come detto la figura politica che ha messo a punto tale provvedimento, l’ecobonus al 110% sarà uno dei traini dell’economia italiana in questo primo periodo di ripresa, nonché una delle misure più importanti del decreto rilancio, per un paese che ora più che mai ha bisogno di politiche molto espansive. Il settore edile, ha aggiunto il sottosegretario del Movimento Cinque Stelle, ha un altissimo effetto moltiplicatore.

Detrazione al 90% per chi acquista una polizza anticalamità 

Quello che si ottiene attraverso la cedibilità del credito con il fisco, e il beneficio del 110% è, di fatto, l’opportunità straordinaria di realizzare lavori per migliorare la propria casa o il proprio condominio senza pagare nulla, e senza la necessità di anticipare qualunque tipo di somma o di importo, nemmeno di un euro. Inoltre, per chi decide di realizzare lavori per ottenere la sostenibilità antisismica della propria abitazione o del proprio condominio, c’è la possibilità di acquistare una polizza anticalamità con detrazione al 90%.