Rory Bateman, Head of UK & European Equities di Schroders, spiega che i mercati azionari sono tipicamente abbastanza efficaci nell’anticipare le tendenze dell’economia sottostante. I cambiamenti repentini nei mercati sono causati da movimenti inaspettati nell’attività economica, che spesso derivano da decisioni politiche inesatte o bolle non identificate nel sistema.

Gli investitori non dovrebbero preoccuparsi del fatto che il ciclo si trovi in uno stadio avanzato. Sono passati quasi 10 anni dalla crisi finanziaria e la crescita globale è stata resiliente per diversi anni. Secondo il corso naturale degli eventi, dovremmo aspettarci un rallentamento, dato che le economie non possono crescere in eterno.

Rory Bateman ritiene che la prossima recessione sarà contenuta, il che è abbastanza normale dopo l’ampia recessione che abbiamo visto nel 2009, e che la situazione in Europa sia diversa da quella degli Stati Uniti, visto che l’Eurozona è entrata in recessione e ha iniziato a emergere da tale recessione in ritardo rispetto agli Usa. L’azionario europeo non si è ripreso tanto quanto quello statunitense e le valutazioni continuano a tenersi su livelli attraenti.

Finora il 2018 è stato un anno impegnativo per l’azionario globale, con rendimenti negativi in gran parte dei mercati - spiega Rory Bateman -. L’unica eccezione è rappresentata dagli Stati Uniti, dove l’S&P 500 ha generato una performance lievemente positiva del 2,7% (in dollari), guidata dalla crescita positiva degli utili corporate Usa. L’Europa ha subito l’impatto di questioni interne all’Eurozona, come l’Italia che non è riuscita a formare un nuovo governo credibile.