L’economia verde salverà il mondo

Il prossimo ciclo Kondratieff decollerà con una lunga fase di crescita innescata dall’economia sostenibile. Di Michela Mercante

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Il prossimo ciclo Kondratieff decollerà con una lunga fase di crescita innescata dall’economia sostenibile. La necessità di azione stimolata dal cambiamento climatico e le situazioni di crisi legate alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico scateneranno cambiamenti in ogni area dell’economia. E’ quanto sostiene uno nuovo studio condotto dal team Capital Market Analysis di Allianz Global Investors dove si afferma che l’economia mondiale potrebbe essere alle soglie di un nuovo ciclo di prosperità di lungo termine, individuato come “sesto ciclo di Kondratieff”, caratterizzato da un percorso di crescita “verde” sostenibile.

Dalla crescita economica passiva a quella “simbiotica”

Secondo Dennis Nacken, Senior Capital Market Analyst e autore dello studio “Il Kondratieff «verde», ovvero perché le crisi possono essere positive", questo ciclo di crescita differirà da qualsiasi altro

fenomeno precedente. Il passaggio alle energie rinnovabili, in particolare, indica che la crescita economica consumerà molto meno e sarà assai più rigeneratrice. La parola chiave è sostenibilità. “Questo perché alla luce delle nuove condizioni imposte dai processi di globalizzazione, sviluppo

demografico, cambiamento climatico, dalla scarsità delle risorse ed infine dalla maggiore consapevolezza e responsabilità dei consumatori verso l’ambiente, la crescita sarà probabilmente generata da un nuovo mix di fattori economici ed ecologici”, afferma Nacken. “Pensando fuori dagli

schemi, potremmo dire che la crescita non sarà più passiva ma simbiotica”.

L’ambiente ha il suo prezzo

Nacken sottolinea la necessità del supporto politico per accelerare il cambiamento strutturale da una crescita economica passiva a uno sviluppo simbiotico. “Questo cambiamento sarà più rapido solo quando il consumo ambientale diverrà un fattore di costo, e ciò significa che l’ambiente deve avere un prezzo”. I primi passi in questa direzione sono già stati compiuti. Per esempio, il numero dei paesi che hanno messo in agenda l’espansione delle energie rinnovabili o politiche analoghe è più che raddoppiato, da 55 a 119, tra il 2005 e il 2011. E la cosa più sorprendente - evidenzia lo studio - è che per oltre il 50% si tratta di mercati emergenti.