Jeroen Blokland, Senior Portfolio Manager del team Multi Asset di Robeco, spiega che il coronavirus ha creato un’emergenza sanitaria e ha allarmato i mercati finanziari di tutto il mondo, ma non c’è bisogno di mettere le azioni in quarantena. Permangono infatti molti fattori positivi per le azioni, nonostante l’epidemia del virus letale che si sta diffondendo nel resto del mondo.

L’inattesa e sfortunata epidemia di coronavirus sta pregiudicando la sostenibilità del miglioramento della dinamica di espansione globale.

Il fatto che la ripresa della crescita fosse appena cominciata rende la dinamica di espansione relativamente vulnerabile agli shock negativi. Inoltre, il livello significativo di incertezza associato al contenimento del virus e al suo impatto economico richiede un atteggiamento adeguatamente prudente sugli asset rischiosi. “‘Adeguatamente”, tuttavia, non significa cedere a un pessimismo prematuro, poiché permangono altri fattori positivi per gli asset rischiosi e per le azioni in particolare.

L’epidemia di coronavirus, iniziata a Wuhan, si è diffusa nel resto della Cina e verso altri paesi. Il governo cinese ha reagito mettendo Wuhan in isolamento, limitando notevolmente gli spostamenti in altre città del paese e prolungando le vacanze del Capodanno cinese per impedire alle persone di viaggiare. Queste misure, che potrebbero sembrare drastiche, dovrebbero accrescere l’efficacia dell’azione di contenimento. Al contempo, tuttavia, è probabile che impattino sulla crescita cinese e pertanto sull’espansione economica globale.