Si avvicina progressivamente l’appuntamento elettorale che vedrà milioni di europei chiamati alle urne per eleggere il nuovo europarlamento. In alcuni Paesi, come Olanda e Regno Unito, i seggi sono stati già aperti questa mattina e si potrà votare fino alle 22, mentre domani sarà la volta di Irlanda e Repubblica Ceca e sabato si voterà in Lettonia, Malta e Slovacchia, mentre domenica toccherà ai restanti Paesi dell’Unione europe, inclusa l’Italia.

Europa alla prova del voto

Nelle ultime giornate le Borse europee hanno mostrato qualche incertezza proprio in vista dell’esito di questa tanto attesa consultazione elettorale, visto che un eventuale trionfo del fronte anti-euro potrebbe avere ripercussioni anche sulle prossime mosse della BCE in materia di politica monetaria.
Piazza Affari sembra pagare più di altri questa incertezza, malgrado in questi giorni il Presidente del Consiglio abbia più volte ribadito che le elezioni europee non sono un sondaggio sul futuro del Governo.

Roubini lancia allarme su eventuale vittoria di Grillo

Di tutt’altro avviso Nouriel Roubini, premio nobel per l’economia, che in un’intervista rilasciata a Repubblica a Londra, ha lanciato un vero e proprio alert sul possibile esito della consultazione elettorale di domenica prossima. L’economista afferma a chiare lettere che nel caso in cui il Movimento 5 Stelle giudato da Beppe Grillo dovesse vincere alle elezioni europee, ci saranno conseguenze molto negative, perchè lo spread BTP-Bund continuerà a salire, i tassi cresceranno, il Governo Renzi sarà fortemente a rischio, ma ci sarà anche il pericolo che crolli l’intera impalcatura dell’euro.
La profezia di Roubini si basa su una semplice considerazione, in base alla quale il premio nobel spiega che la tenuta degli spread e in ultima analisi del’intera architettura dell’euro, è subiordinata all’impegno della BCE di comprare i bond dei Paesi in difficoltà qualora dovesse scattare l’emergenza. Roubini però si chiede retoricamente come potrà mai l’Eurotower comprare i titoli emessi da un Paese, quale l’Italia, guidato da un movimento che vuole il referendum sull’euro e che considera il Fiscal Compact un foglio da stracciare.