A volte tornano. In questo caso sono tornati dopo 8 anni. Stiamo parlando dei repubblicani che hanno vinto la maggioranza sia alla Camera che al Senato e ora anno il pieno controllo della politica Usa. A difendere l’ultimo baluardo democratico è rimasto solo Obama, ma è una difesa che ha i mesi contati.

I democratici sono contro

Infatti gli stessi compagni di partito, dato il calo drastico della popolarità del primo presidente nero, hanno preferito improntare la loro campagna elettorale evitandolo anche fisicamente come promoter. Non solo, ma il presidente che avrebbe dovuto unificare l’America, non ha fatto altro che renderla internamente più fragile. Si, perchè anche se i numeri parlano di disoccupazione in cal, la popolazione che meglio dei dati tecnici e dei numeri può tastare il polso della situazione, non è affatto contenta: il 30% non crede che gli Usa stiano andando nella giusta direzione, la maggior parte non appoggia il presidente nella sua strategia estera in particolar modo contro il pericolo Isis e le decapitazioni dei giornalisti inglesi e statunitensi, il flop della la riforma sull’immigrazione, nonostante fosse un cavallo di battaglia del presidente.

I numeri della vittoria dei Repubblicani

Tornando ai dati politici, il GOP (Grand Old Party) è riuscito a conquistare Arkansas, West Virginia, Montana, South Dakota, Colorado e North Carolina, riuscendo quindi ad ottenere nel contempo anche il controllo delle future scelte politiche dei prossimi due anni dell’ultimo mandato presidenziale di Obama. Un mandato che, oltre a essere costellato dalla sensazione di decadimento di una promessa non mantenuta perchè troppo carica di aspettative, rappresenta anche l’anticamera per un consenso popolare orientato maggiormente verso i repubblicani, il partito dell’elefante rosso (colore tipicamente associato al comunismo ma che mai come in questo caso ne è antitetico) che potrebbe conquistare anche il seggio presidenziale del 2016.