Enel, fondi pronti alla partita

L'aumento di capitale interessa ai gestori. Ma ognuno giocherà con la propria strategia. Di M.Caprotti

Comunque vada, l’aumento di capitale Enel sarà un successo. Gira con le dita incrociate in questi giorni l’amministratore delegato del colosso elettrico Fulvio Conti, che spera di non vedere invenduta nemmeno una delle 3,2 milioni di azioni che il gruppo ha offerto ai propri soci.L’obiettivo dell’operazione che si chiuderà il 19 giugno è raccogliere gli 8 miliardi che servono per sistemare la situazione debitoria che si è creata, soprattutto, dopo l’acquisizione di Endesa. L’indebitamento finanziario netto di Enel a fine marzo era pari a 50,831 miliardi. Una cifra che gli analisti considerano troppo alta. Va detto che, con la vendita della propria rete del gas a F2i e al fondo Axa Private Equity, il gruppo elettrico potrà incassare altri 1,2 miliardi di euro.Chi è della partitaL’interesse per i nuovi titoli, comunque, non manca. Se quello del Tesoro, che nella sua qualità di azionista di maggioranza si è già detto disposto ad aderire attraverso la controllata Sace, è scontato, più curioso sarà vedere come si comporterà la Libia che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe prendere parte all’aumento tramite un suo fondo sovrano. Una quota dell’aumento verrà sottoscritto anche dalla Cassa depositi e prestiti.Interessante sarà anche vedere l’atteggiamento dei fondi di investimento. Secondo i dati di Morningstar, i titoli della utility sono presenti in 2.833 portafogli sparsi in tutto il mondo. Il peso, sul totale degli asset, varia dal 10,8% del fondo spagnolo Inverfrut-2001 SIMCAV (non venduto in Italia) a circa l’1% dell’americano Seasons Ser Tr International Equity 1 (anche questo non venduto in Italia). Per molti di questi fondi la scelta di sottoscrivere l’aumento è obbligata, se non altro perché fanno parte del gruppo di 26 banche italiane ed estere che, con vari compiti, devono assicurare il buon esito dell’operazione. L’elenco comprende Mediobanca, Barclays, Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, BNP, Banco Santander, Calyon, Citibank, ma anche Jp Morgan, Akros, Caja Madrid, Commerzbank, Equita, ING, Intermonte, La Caixa, Mediolanum, Scotia Capital.