Una seduta da incorniciare quella odierna per ENI che, dopo il rally di circa il 4,5% messo a segno ieri, ha vissuto una giornata ancora più spumeggiante oggi.

ENI sbanca il Ftse Mib: rally con forti volumi

Il titolo ha messo a segno la migliore performance non solo nel settore oil, ma nell'intero paniere delle blue chips.
ENI si è fermato sui massimi intraday a 9,22 euro, con un rally del 7,3% e volumi di scambio elevati, visto che a fine sessione sono transite sul mercato oltre 41 milioni di azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 25 milioni di pezzi.

ENI in forte rialzo al traino del petrolio

Il titolo ha beneficiato della buona intonazione del mercato e ancor più del rialzo del petrolio che, pur avendo ritracciato dai massimi intraday, ha terminato gli scambi in positivo a poca distanza dai 20,5 dollari al barile.

ENI è stato riscoperto dagli investitori dopo essere stato colpito da un pesante sell-off nelle ultime settimane, complice la caduta verticale del petrolio.

ENI: aumenta l'appeal del dividendo dopo cattive notizie banche

Il ritrovato appeal di ENI è stato alimentato anche dalle cattive notizie che hanno riguardato i titoli bancari, con l'annunciata sospensione del dividendo da parte di vari gruppi, sulla scia della raccomandazione della BCE.

Si sono mossi in questa direzione anche Unicredit e Intesa Sanpaolo che nelle prossime settimane avrebbero staccato delle cedole con un rendimento molto alto.

Tra i big resta così nelle prime posizioni proprio ENI che a febbraio ha confermato a valere sull'esercizio 2019 un dividendo di 0,86 euro, in rialzo del 3,5% rispetto a quello distribuito lo scorso anno, pari a 0,83 euro.

A settembre scorso ENI ha già staccato un acconto di 0,43 euro sul dividendo 2020, mentre il saldo di 0,43 euro arriverà il prossimo 18 maggio, con pagamento il 20 maggio.

Sulla base dei valori attuali, il dividendo complessivo di ENI offre un rendimento molto allettante del 9,32%, mentre solo il saldo garantisce uno yield del 4,66%.

ENI tagli investimenti per difendere dividendo e bilancio

La cedola della società del cane a sei zampe, salvo sorprese dell'ultimo minuto, dovrebbe essere salva, visto che il gruppo ha già messo in atto alcune misure proprio per difendere la solidità del suo bilancio e del dividendo.

Mercoledì scorso infatti ENI ha fatto sapere che nel 2020 ridurrà i capex di circa 2 miliardi di euro, pari al 25% del totale previsto a budget e gli opex di circa 400 milioni di euro.

Per il 2021, si prevede una riduzione dei capex di circa 2,5-3 miliardi di euro, pari al 30%-35% di quanto previsto per lo stesso anno a piano.

ENI ha inoltre fatto sapere che i progetti interessati dagli interventi riguardano principalmente le attività upstream, in particolare quelle relative all’ottimizzazione della produzione e ai nuovi progetti di sviluppo il cui avvio era previsto a breve.

In entrambi i casi l’attività potrà essere riavviata velocemente al ripresentarsi delle condizioni ottimali, e con essa il recupero della produzione correlata.

ENI: Equita, tagli oltre le attese. Dividendo al sicuro

Nei giorni scorsi gli analisti di Equita SIM hanno evidenziato che la riduzione del capex decisa da ENI è più drastica delle sue aspettative, il 10%-15% in meno, e più forte di quanto annunciato dalle altre major fino ad ora, circa il 20%.

La frenata sugli investimenti, che riguarda prevalentemente i progetti in avvio nel upstream, provocherà una frenata produttiva, insieme ad altri fattori negativi come la Libia, nell'ordine del 6%, ovvero da una crescita prevista inizialmente del +3.5% al declino del 3%.

Gli esperti della SIM milanese ritengono che il taglio di capex e opex possa ridurre il livello di cash neutrality di ENI a circa 40 dollari al barile di Brent.

A questo livello nel 2020 gli analisti calcolano che ENI tratterebbe ad un multiplo prezzo-utile di 18,5/21 volte, generando un free cash flow operative di circa 9 miliardi di euro, quasi del tutto sufficiente a sostenere il nuovo capex da 6 miliardi di euro e il dividendo da 3,2 miliardi.

Secondo gli analisti ENI ha una buona solidità patrimoniale per affrontare la turbolenza dei prezzi degli idrocarburi, motivo per cui sul titolo viene confermata da Equita SIM la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 15 euro.

ENI: anche Banca IMI è bullish

A puntare sul titolo è anche Banca IMI che consiglia di acquistare, con un target price a 12 euro.

Gli analisti hanno accolto con favore la revisione da parte di ENI delle  attività programmate nei prossimi anni, spiegando che questa mossa segue la strategia aziendale di dare priorità al rating del debito e alla distribuzione di dividendi.