Dopo due sedute consecutive con il segno meno, qualche acquisto torna anche su ENI che prova a risalire la china, pur mostrando una minore vivacità non solo rispetto al Ftse Mib, ma anche in confronto agli altri protagonisti del settore oil.

ENI recupera, ma resta indietro rispetto a Ftse Mib e titoli oil

Il titolo, dopo aver ceduto ieri poco meno di mezzo punto percentuale, oggi sale dello 0,59% a 8,833 uro, con quasi 9 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 18,5 milioni di pezzi.

ENI recupera terreno sulla scia del buon rialzo messo a segno dal Ftse Mib, ma non sembra beneficiare più di tanto del rally sfoggiato dal petrolio.

ENI non sfrutta a dovere rally del petrolio

Il Wti segna infatti nuovi massimi di periodo, presentandosi negli ultimi minuti a 42,15 dollari, con un rally del 3,41% rispetto al close di ieri.

Come detto prima ENI non riesce a stare al passo del petrolio e del Ftse Mib, con l'attenzione del mercato già rivolta all'appuntamento della prossima settimana.

ENI: prossima settimana la trimestrale. Le attese di Equita SIM

Tra meno di 10 giorni ed esattamente il 30 luglio, il gruppo guidato da Descalzi alzerà il velo sui conti del secondo trimestre che a detta di Equita SIM sarà uno dei più deboli degli ultimi 12 anni.  

La SIM milanese si aspetta un secondo trimestre in perdita principalmente per il calo dei prezzi degli idrocarburi, con un Brent a 30 dollari al barile nel periodo di riferimento, in flessione del 57% rispetto allo stesso trimestre del 2019, e la stessa riduzione dei prezzi si rivela per il gas spot Europeo TTF, cui si aggiunge il crollo dei volumi nel downstream per il lockdown.

Gli analisti di Equita SIM inoltre ipotizzano un calo della produzione del 5,5% su base annua per via della discesa dei volumi in Libia, Italia e in funzione dei tagli OPEC+.

La stima di utile adjusted della SIM milanese esclude la svalutazione da circa 3,5 miliardi di euro già annunciata da ENI a seguito delle nuove ipotesi sul prezzo degli idrocarburi nel medio termine.

ENI: Equita vede taglio del dividendo prima di fine mese

Gli esperti ricordano che nelle ultime interviste, l'AD Descalzi ha accennato alla possibilità di accelerare il percorso di investimenti low carbon di ENI e questa decisione dovrebbe avere risvolti positivi per il titolo.

Equita SIM ritene che gli investimenti green avrebbero un costo del capitale decisamente inferiore rispetto al business degli idrocarburi.

C'è da dire però che la discesa dei prezzi del greggio e del gas non permette di avere la flessibilità finanziaria necessaria per incrementare significativamente il budget nei progetti low carbon, senza rivedere l’attuale livello di dividendo.

Anche alla luce di ciò gli analisti di Equita SIM si aspettano una riduzione del 20%-30% della cedola che a loro dire appare probabile già in sede di presentazione dei risultati del secondo trimestre, quindi la prossima settimana.

ENI: cosa aspettarsi nel dettaglio dai numeri del 2° trimestre

Nel dettaglio, con riferimento ai conti trimestrali di ENI, la SIM milanese si aspetta una perdita netta di 669 milioni di euro, un Ebit adjusted in rosso per 568 milioni, mentre per la produzione upstream le attese parlano di un calo del 5,5% a 1,724 milioni di barili al giorno.

La posizione finanziaria netta dovrebbe essere negativa per 20,8 miliardi di euro, rispetto al dato positivo di 18,7 miliardi dei primi tre mesi dell'anno.

ENI: Equita taglia stime, ma conferma il buy

In attesa dei dati ufficiali di ENI, gli analisti di Equita SIM hanno deciso rivedere al ribasso le stime sull'Ebit 2020 nell'ordine del 19%.

Questo in conseguenza di un taglio delle previsioni relative ai prezzi spot del gas europeo e di una riduzione di 55 milioni di euro del contributo Ebit del marketing per un'ipotesi più debole sulla ripresa dei consumi post lockdown.

Equita SIM mantiene in ogni caso una view positiva su ENI, ribadendo la raccomandazione "buy" con un prezzo obiettivo a 11 euro, valore che implica un potenziale di upside di circa il 24% rispetto alle valutazioni correnti del titolo.

ENI: la preview di Credit Suisse sui conti trimestrali

Meno entusiastica la view di Credit Suisse che nei giorni scorsi a ribadito il rating "neutral", con un target price a 12,5 euro, più generoso di quello di Equita SIM, con un margine di guadagno potenziale di oltre il 41%.

In vista della trimestrale di ENI, la banca elvetica stima una perdita netta di circa 881 milioni di euro, a fronte di un Ebit in rosso per 612 milioni di euro, mentre la produzione upstream dovrebbe calare a circa 1,66 milioni di barili.

ENI: anche Credit Suisse vede taglio cedola, ma yield resta appetibile

Al pari di Equita SIM, anche Credit Suisse si aspetta un taglio dei dividendi del 30%, per via del calo dei prezzi del petrolio, ma gli analisti evidenziano che anche con una sforbiciata di questa entità il dividend yield rimarrebbe intorno al 6,5%-7%, confermandosi quindi su livelli molto appetibili.