Ancora una seduta tutta in discesa per ENI che non riesce a trovare alcun sollievo dopo l'affondo di ieri, scivolando anche oggi nelle retrovie del Ftse Mib.

ENI accusa un altro colpo dopo il rally di ieri

Il titolo è in calo per la terza seduta di fila e dopo aver chiuso quella di ieri con un crollo del 7,04%, oggi continua ad essere bersagliato dalle vendite.  

ENI nelle battute iniziali ha provato a risalire la china per poi piegarsi nuovamente al volere dei ribassisti.

Complice anche l'andamento a passo di gambero del Ftse Mib, il titolo ha approfondito la discesa strada facendo e negli ultimi minuti si presenta a 7,539 euro, con un affondo del 3,57% e oltre 18,6 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 17,6 milioni di pezzi.

La flessione odierna di ENI non è di certo imputabile all'andamento del petrolio che dopo il calo di ieri si mantiene a ridosso dei 40 dollari al barile, senza registrare variazioni di rilievo fino a questo momento.

A mettere sotto pressione il titolo è il sentiment negativo che si è imposto da ieri dopo che il gruppo ha presentato i conti del secondo trimestre.

ENI penalizzato da novità su dividendo

Il mercato ha reagito molto negativamente più che altro alle cattive notizie sul dividendo, tagliato più del previsto.
ENI ha inoltre annunciato una nuova politica di remunerazione degli azionisti che almeno per il momento non sembra aver convinto il mercato.

Quest'oggi gli analisti di Equita SIM hanno focalizzato nuovamente la loro attenzione su ENI, già oggetto di analisi ieri dopo la trimestrale.

ENI: conti meglio delle attese, ma Equita taglia stime

La SIM milanese riconosce che i risultati societari sono stati leggermente migliori alle sue stime a livello di EBIT e CFFO adjusted, ma al contempo segnala che l’outlook sul 2020 e lo scenario sul recupero nella seconda metà dell'anno la inducono ad essere più conservativa sulle stime.

Gli analisti ritengono che l’aggiornamento della nuova strategia sulla transizione energetica contenga ancora troppi elementi di incertezza sui ritorni economici, sia in termini di ammontare che di timing.

L’incremento delle capex nei progetti green non sembrerebbe portare ritorni significativi lungo l’arco di piano.

Dopo i conti trimestrali diffusi ieri da ENI, gli analisti di Equita SIM hanno deciso di ridurre le stime di Ebit, prevedendo ora una flessione del 25% quest'anno e del 15% il prossimo.

Gli analisti spiegano che il taglio sul 2020 è motivato da un minor prezzo del gas realizzato e dall'ipotesi di un euro-dollaro a 1,15 nella seconda metà di quest'anno, oltre che da un mix produttivo upstream meno favorevole.

ENI: crollo di ieri non stupisce. Buy resta, ma scema appeal di breve

Quando al dividendo Equita SIM ricorda che è stato ridotto da 0,86 a 0,36 euro e sarà pagato per 0,12 euro nella seconda metà di quest'anno e per 0,24 euro nel primo semestre del prossimo. Successivamente la remunerazione sarà in funzione del prezzo del Brent.

Gli analisti ritengono che la reazione negativa accusata ieri da ENI sia coerente con quella vista per gli altri titoli oil nel giorno del taglio del dividendo, ricordando che successivamente l'andamento dei titoli si è "normalizzato".

Complice la revisione delle stime gli analisti hanno deciso di abbassare il prezzo obiettivo di ENI da 11 a 10 euro
La raccomandazione reta invariata a "buy", con una visione positiva per motivazioni valutative e di potenziale inversione a breve del momentum sugli utili.

Secondo gli esperti di Equita SIM mancano invece i catalizzatori di breve termine, motivo per cui non c'è bisogno di affrettarsi ad acquistare il titolo.

ENI: Mediobanca cauta, ma nuova politica dividendi è buona mossa

Non si sbilanciano i colleghi di Mediobanca Securities che oggi hanno ribadito il rating "neutral" su ENI, con target price rivisto verso il basso da 11 a 9,5 euro.

Gli esperti spiegano che la debolezza dei prezzi delle materie prime sta avendo ricadute negative sulla generazione del flusso di cassa di ENI.

Per questo motivo il gruppo ha tagliato la sua spesa per investimenti e ciò si tradurrà in in un andamento meno vivace della produzione nei prossimi anni.

Si spiega così l'adozione di una nuova politica di dividendi variabili che potrebbe portare ad una cedola ridotta del 50% nel 2021 rispetto allo scorso anno.

Mediobanca però apprezza questa decisione di ENI che permetterà al gruppo di affrontare meglio la recessione in atto.

ENI: Bernstein apprezza novità sulla cedola

A spendere parole positive in favore della nuova politica del dividendo è Bernstein che accoglie con favore la nuova formula annunciata ieri dal gruppo petrolifero, evidenziando che la stessa offre un minimo di rendimento del 4,4%.