La seduta odierna prosegue in calo per ENI che dopo aver chiuso la giornata di ieri con un frazionale rialzo dello 0,17%, seguito a quattro sessioni consecutive in calo, oggi è tornato a rivedere il segno meno.

ENI scende, ma limita i danni con rialzo petrolio

Il titolo però si difende meglio del Ftse Mib e degli altri titoli del settore oil come Saipem e Tenaris, trovando sostegno nello spunto rialzista del petrolio che viaggia a 41,25 dollari, con un progresso dello 0,54%.

Negli ultimi minuti ENI passa di mano a 8,432 euro, con un calo dello 0,51% e oltre 4,6 milioni di azioni trattate fino ad ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 18 milioni di pezzi.

ENI resta sotto i riflettori alla vigilia dei risultati del secondo trimestre, da seguire con molta attenzione visto che con buona probabilità agli stessi si accompagnerà un importante annuncio sul dividendo.

ENI: domani i conti del 2° trimestre. Cosa prevede il consenso

Il consensus elaborato da Factset prevede per il secondo trimestre di ENI  una perdita di 1,021 miliardi di euro, in netto peggioramento rispetto all'utile di 562 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.

L'Ebitda adjusted è visto in negativo per 720 milioni di euro, contro il dato positivo di 2,279 miliardi dello scorso anno, mentre la produzione dovrebbe evidenziare una flessione dell'8% a 1,688 milioni di barili al giorno.

Cattive notizie sono attese per l'indebitamento netto di ENI che dovrebbe attestarsi a 20,974 miliardi, con un balzo in avanti del 54% rispetto all'analogo trimestre del 2019.

Con riferimento al primo semestre, ENI dovrebbe riportare una perdita di 962 milioni di euro contro l'utile di 1,554 miliardi dello scorso anno, mentre l'Ebitda adjusted è visto in peggioramento da 4,633 miliardi a 578 milioni di euro, con un crollo dell'88%.

ENI: le attese di Equita sulla trimestrale

Gli analisti di Equita SIM già nei giorni scorsi hanno presentato la loro preview sui conti del secondo trimestre di ENI.
Nel dettaglio la SIM milanese si aspetta una perdita netta di 669 milioni di euro, un Ebit adjusted in rosso per 568 milioni, mentre per la produzione upstream le attese parlano di un calo del 5,5% a 1,724 milioni di barili al giorno.

La posizione finanziaria netta dovrebbe essere negativa per 20,8 miliardi di euro, rispetto al dato positivo di 18,7 miliardi dei primi tre mesi dell'anno.

Secondo Equita SIM il secondo trimestre di ENI sarà uno dei più deboli degli ultimi 12 anni e gli analisti si aspettano una trimestrale in perdita principalmente per il calo dei prezzi degli idrocarburi, con un Brent a 30 dollari al barile nel periodo di riferimento, in flessione del 57% rispetto allo stesso trimestre del 2019, e la stessa riduzione dei prezzi si rivela per il gas spot Europeo TTF, cui si aggiunge il crollo dei volumi nel downstream per il lockdown.

Gli analisti di Equita SIM inoltre ipotizzano un calo della produzione del 5,5% su base annua per via della discesa dei volumi in Libia, Italia e in funzione dei tagli OPEC+.

La stima di utile adjusted della SIM milanese esclude la svalutazione da circa 3,5 miliardi di euro già annunciata da ENI a seguito delle nuove ipotesi sul prezzo degli idrocarburi nel medio termine.

ENI: Equita si aspetta domani taglio dividendo del 20%-30%

Gli esperti ricordano che nelle ultime interviste, l'AD Descalzi ha accennato alla possibilità di accelerare il percorso di investimenti low carbon di ENI e questa decisione dovrebbe avere risvolti positivi per il titolo.

Equita SIM ritene che gli investimenti green avrebbero un costo del capitale decisamente inferiore rispetto al business degli idrocarburi.

C'è da dire però che la discesa dei prezzi del greggio e del gas non permette di avere la flessibilità finanziaria necessaria per incrementare significativamente il budget nei progetti low carbon, senza rivedere l’attuale livello di dividendo.

Anche alla luce di ciò gli analisti di Equita SIM si aspettano una riduzione del 20%-30% della cedola che a loro dire appare probabile già domani in occasione della presentazione dei risultati del secondo trimestre.

In attesa dei dati ufficiali di ENI, gli analisti di Equita SIM hanno deciso rivedere al ribasso le stime sull'Ebit 2020 nell'ordine del 19%.

Questo in conseguenza di un taglio delle previsioni relative ai prezzi spot del gas europeo e di una riduzione di 55 milioni di euro del contributo Ebit del marketing per un'ipotesi più debole sulla ripresa dei consumi post lockdown.

Equita SIM mantiene in ogni caso una view positiva su ENI, ribadendo la raccomandazione "buy" con un prezzo obiettivo a 11 euro.

ENI: anche Intesa Sanpaolo è bullish prima dei conti

Lo stesso rating è stato reiterato oggi dagli analisti di Intesa Sanpaolo, con un target price a 11,2 euro.
Anche in questo caso gli esperti prevedono numeri in calo per ENI, evidenziando che il focus chiave sarà sull'annuncio relativo alla proposta di acconto di dividendi per il 2020.

Intesa Sanpaolo ricorda che il mercato sconta già un taglio della cedola nell'ordine del 30% rispetto a quella pagata con riferimento allo scorso esercizio.

ENI: Credit Suisse vede sforbiciata dividendo del 30%

Meno entusiastica la view di Credit Suisse che di recente ha ribadito il rating "neutral", con un target price a 12,5 euro, più generoso di quello di Equita SIM, con un margine di guadagno potenziale di oltre il 41%.

In vista della trimestrale di ENI, la banca elvetica stima una perdita netta di circa 881 milioni di euro, a fronte di un Ebit in rosso per 612 milioni di euro, mentre la produzione upstream dovrebbe calare a circa 1,66 milioni di barili.
ENI: anche Credit Suisse vede taglio cedola, ma yield resta appetibile

Al pari di Equita SIM, anche Credit Suisse si aspetta un taglio dei dividendi del 30%, per via del calo dei prezzi del petrolio, ma gli analisti evidenziano che anche con una sforbiciata di questa entità il dividend yield rimarrebbe intorno al 6,5%-7%, confermandosi quindi su livelli molto appetibili.