La pesante retromarcia del greggio, oggi nuovamente in calo del 4% in scia ai segnali deludenti giunte dall'atteso vertice Opec di Vienna, non frena l'ottimismo di Mediobanca sulle prospettive di Eni, che per gli analisti della banca conserva intatto un potenziale per apprezzarsi del 50% nei prossimi 12 mesi.



Mediobanca: Eni può salire del 50%

In una nota di questa mattina, il broker ha infatti ribadito il rating Outperform sul titolo, con un prezzo obiettivo che prospetta una risalita delle quotazioni dagli attuali 14 a 21 euro, in un report che sottolinea come, nonostante l'indebolimento del mercato petrolifero, la società guidata da Descalzi rappresenti ancora una solida opportunità per gli investitori. E ciò grazie alle politiche di riduzione dei costi e di ristrutturazione attuate dall'industria dell'Oil dopo il crollo dei corsi dell'oro nero del 2015. 

Eni: strada spianata per dividendi e buyback

"Visto che ci aspettiamo un Brent medio a 72 dollari al barile nel 2018, questo si potrà tradurre in un rendimento del free cash flow per Eni dell'11%", scrivono gli analisti di Piazzetta Cuccia, precisando che proprio la forte generazione di cassa lascia peraltro margini alla società per remunerare gli azionisti con una generosa cedola - che nel loro scenario di base crescerà di oltre il 10% tra il 2018 e il 2021 - e con un probabile piano di buyback.