Quest'ultima seduta della settimana viene vissuta in recupero da ENI che si muove sostanzialmente in linea con l'indice Ftse Mib. Il titolo, dopo due sedute consecutive in calo che lo hanno visto lasciare sul parterre quasi il 3% del suo valore ieri, risale la china ma senza particolare slancio.

ENI risale la china con recupero greggio

Negli ultimi minuti ENI viene fotografato a 15,84 euro, con un vantaggio delo 0,83% e quasi 5 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 9,5 milioni di pezzi.

A favorire il ritorno di qualche acquisto sul titolo è anche il recupero del petrolio che dopo l'affondo delle ultime giornate rialza la testa e si presenta ora in area 71,9 dollari, con un vantaggio dell'1,31% rispetto al close di ieri.

Il feedback di Equita dopo un meeting con l'AD Descalzi

A sostenere ENI sono anche le indicazioni positive arrivate da Equita SIM che ha rivisto al rialzo target price e stime, confermando una raccomandazione bullish. In seguito ad un incontro con l'AD di ENI, Claudio Descalzi, gli analisti della SIM milanese ritengono che la generazione di cassa del 2018 permetterà al gruppo di migliorare la remunerazione per gli azionisti, tramite dividendo e buyback, ed avere comunque spazio di manovra per l’espansione inorganica.

Gli analisti spiegano che nell'upstream ENI può utilizzare i farm-out per diversificare ulteriormente il portafoglio. Nel downstream i progetti di sviluppo sono numerosi: dall’acquisizione di una quota in una raffineria mediorientale allo sviluppo della raffinazione e chimica verde oltre ai nuovi progetti legati all’economia circolare.