Seduta all'insegna del riscatto oggi per ENI che dopo tre giornate consecutiva in rosso ha ritrovato la via dei guadagni, mettendo a segno la migliore performance nel settore oil.

ENI ritrova il sorriso dopo tre sedute in calo grazie al rally del petrolio

Il titolo, dopo aver ceduto oltre un punto percentuale ieri, ha superato una breve fase di incertezza iniziale oggi, per poi imboccare la via dei guadagni.

ENI ha terminato le contrattazioni sui massimi intraday a 7,612 euro, con un rialzo dell'1,82% e quasi 13 milioni di azioni trattate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 14,5 milioni di pezzi.

Il titolo oggi ha mostrato più forza relativa rispetto al Ftse Mib, cavalcando il forte rialzo del petrolio che negli ultimi minuti passa di mano a 38,45 dollari, con un rally del 3,2%.

ENI: in fase 2 la vendita di asset in Australia

A dare sostegno ad ENI hanno contribuito anche le notizie arrivate dall'Australia, dove la dismissione degli asset nel gas è entrata nella fase 2, quella che porta alle offerte vincolanti.

A metà maggio i media australiani riportavano che ENI stesse preparando la cessione, sondando i potenziali compratori e lanciando un’asta in poche settimane.

Gli asset comprenderebbero: l'11% di Darwin LNG, l’impianto di Yelcherr, sviluppi energetici come il Blacktip Gas Project e altre aree esplorative (Bayu Udan, Evans Shoal).

Fra gli interessati, Il Sole 24 Ore indica Apa Group, Macquarie, Morgan Stanley Infrastructure, MedcoEnergi e Roc Oil.

Secondo gli analisti di Equita SIM la dismissione avrebbe senso dal punto di vista strategico, data la concentrazione degli sforzi nella E&P nelle aree chiave dopo la decisione del taglio di Capex nel 2020, a fronte del crollo dei prezzi degli idrocarburi.

Secondo il Sole 24 Ore il valore di riferimento degli asset potrebbe essere individuato in 1 miliardo di dollari, mentre la stima di Equita SIM arrivava fino a 300 milioni di dollari.

A marzo scorso, durante lo sviluppo della pandemia C-19 e nel mezzo del crollo dei prezzi del gas, Santos aveva venduto a SK E&S il 25% di quota di Bayu Udan e Darwin LNG per 390 milioni di dollari.

ENI: Equita, cessione in Australia positiva. Buy confermato

Per Equita SIM la cessione, se realizzata, avrebbe risvolti positivi per il titolo ENI, in particolar modo alle valutazioni indicate oggi.

Gli asset sul gas risentono della forte debolezza dei prezzi su scala globale rendendo più complicate o onerose le dismissioni.

Gli analisti della SIM milanese mantengono una view positiva su ENI, ribadendo la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 10 euro.

Un'indicazione ben diversa da quella di Credit Suisse, i cui analisti ieri hanno riservato una bocciatura ad ENI, con un cambio di strategia da "neutral" ad "underperform", a fronte di un prezzo obiettivo rivisto verso il basso da 9,5 a 9,2 euro, valore comunque superiore alle attuali quotazioni di Borsa.