Una giornata ad alta tensione oggi per ENI che è caduto sotto il peso delle vendite, riprendendo così la via del ribasso interrotta ieri solo temporaneamente.

ENI travolto dalle vendite. Tra i peggiori del Ftse Mib

Il titolo infatti dopo tre sedute in calo si è fermato appena sopra la parità ieri, con un frazionale rialzo dello 0,17%, salvo poi tornare nella morsa dei ribassisti oggi.

ENI ha terminato le contrattazioni a 6,418 euro, con un affondo del 4,18% e volumi di scambio vivaci, visto che a fine giornata sono transitate sul mercato oltre 22,5 milioni di azioni, ben oltre la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 14,5 milioni di pezzi.

ENI sui minimi, ma petrolio torna sopra 41 $ dopo report scorte

Il titolo ha risentito oggi della negativa intonazione del mercato e ha mostrato più debolezza relativa rispetto al Ftse Mib, registrando una delle peggiori performance nel settore oil, seconda solo a quella di Tenaris.

ENI è stato penalizzato dall'andamento ribassista del petrolio che negli ultimi minuti si presenta a 40,25 euro, con una flessione di quasi due punti percentuali.

C'è da dire che l'oro nero ha recuperato dai minimi intraday dopo la diffusione del report sulle scorte strategiche Usa che pure ha deluso le attese.

Nell'ultima settimana infatti, sulla base dei dati del Dipartimento dell'energia a stelle e strisce, si è appreso che le riserve di oro nero sono calate di 3,8 milioni di barili, contro la previsione di un ribasso più contenuto di 2,1 milioni.

Segno meno anche per le riserve di benzina che hanno riportato una contrazione di 1,6 milioni di barili, più ampia anche in questo questo caso delle stime che parlavano di calo di 1,3 milioni, mentre gli stock di distillati sono crollati di 7,2 milioni di barili, a fronte dell'aspettativa di una riduzione di 1,6 milioni.

ENI: a fine mese la trimestrale. Le attese di Equita SIM

Come detto prima il recupero del petrolio dai minimi di giornata non è stato di alcun aiuto per ENI che si è fermato a ridosso del bottom odierno, peraltro poco distante dal minimo di quest'anno toccato il 16 marzo a 6,26 euro.

Intanto l'attenzione è già rivolta all'appuntamento in agenda prima di fine mese e precisamente il 28 ottobre, quando ENI alzerà il velo sui conti del terzo trimestre.

Gli analisti di Equita SIM si aspettano una ripresa sequenziale, quindi trimetre su trimestre, ma ancora in calo rispetto allo stesso periodo del 2019.

Questo in funzione di alcuni fattori, tra cui i prezzi degli idrocarburi in ripresa sequenziale, con il Brent a 43 dollari al barile nel terzo trimestre 2020, in flessione del 31% anno su anno e in rialzo del 45% trimetre su trimestre, il gas spot Europeo TTF a 7,8 euro/MWh.

L'attesa ripresa di cui parla Equita SIM è da ricondurre anche al recupero dei volumi nel marketing dopo il lockdown e ad un calo della produzione upstream del 12% anno su anno, per la discesa dei volumi in Libia e in Italia e come risultato dei tagli OPEC+.

ENI: i numeri previsti per 3° trimestre

Andando a vedere nel dettaglio i numeri attesi per il terzo trimestre di ENI, gli analisti di Equita SIM prevedono una perdita netta adjusted di 172 milioni di euro, a fronte di un flusso di cassa operativo adjusted di 1,6 miliardi di euro.

L'Ebit adjusted è visto in perdita di 19 milioni di euro, con la divisione Esplorazione&Produzione a 68 milioni, quella Gas&Power a -60 milioni, Refining&Marketing e Chimica a -47 milioni di euro.

La produzione upstream è vista a 1,657 milioni di barili al giorno, con una flessione del 12% anno su anno, mentre la posizione finanziaria netta è attesa a -20 miliardi di euro.

ENI: Equita conferma il buy con un target molto allettante

In attesa dei dati ufficiali in arrivo prima di fine mese, gli analisti di Equita SIM hanno ridotto per ENI le stime di Ebit 2020 del 13%, in quanto hanno tagliato quelle sui margini di raffinazione che sono stati molto deboli nl terzo trimestre.

Gli analisti della SIM milanese non cambiano idea su ENI, confermando la raccomandazione "buy", con un target price a 10 euro che implicitamente equivale a 15,5 volte il multiplo prezzo-utile 2021.