A Piazza Affari la seduta odierna si è conclusa con il segno meno per il Ftse Mib e tra le blue chips più penalizzate dalle vendite troviamo ENI, scivolato nella terzultima posizione del paniere di riferimento.

ENI sotto pressione, tra i peggiori del Ftse Mib. A galla Saipem

Il titolo, dopo aver guadagnato ieri oltre un punto e mezzo percentuale, è stato colpito da forti vendite oggi, fermandosi a 8,707 euro, con un ribasso del 2,49% e oltre 20 milioni di azioni scambiate, al di sopra della media degli ultimi 30 giorni pari a circa 18,2 milioni di pezzi.

Nel settore oil oggi si è difeso decisamente meglio Saipem che dopo due sedute in progresso e dopo il rally del 3% messo a segno ieri, ha ceduto lo 0,31% a 2,242 euro.

Anche in questo caso i volumi di scambio sono stati elevati, visto che a fine giornata sono state trattate oltre 14 milioni di azioni, contro la media mensile pari a poco meno di 12 milioni di pezzi.

ENI e Saipem oggi non sono stati certo aiutati dall'andamento debole del petrolio che, pur avendo recuperato dai minimi, si mantiene ancora al di sotto dei valori del close di ieri, a poca distanza dalla soglia dei 42 dollari al barile.

C'è da dire che i due protagonisti del settore oil oggi si sono mossi a velocità diverse e hanno seguito dinamiche differenti, per motivi non legati all'andamento del petrolio.  

ENI: i PM chiedono condanna per AD Descalzi e suo predecessore

ENI oggi è stato penalizzato da alcune notizie di carattere giudiziario dopo che ieri la procura ha chiesto al Tribunale di Milano otto anni di carcere per l’AD del gruppo, Claudio Descalzi, e per il suo predecessore, Paolo Scaroni.

Entrambi compaiono tra gli imputati per corruzione internazionale al processo sul caso OPL 245 in Nigeria, con al centro una presunta tangente da 1,1 miliardi di dollari.

La procura ha inoltre chiesto la confisca di 1,1 miliardi di dollari, la cifra della presunta tangente, a carico di Eni e Shell e la stessa cifra è stata chiesta in solido a tutti e tredici gli imputati.

ENI ha comunicato di considerare prive di qualsiasi fondamento le richieste di condanna avanzate dal pm.
Il procedimento riprenderà a settembre ed il verdetto è possibile venga emesso entro fine anno dai giudici.

Gli analisti di Equita SIM ricordano che ad aprile 2020 la SEC aveva informato di aver concluso l’inchiesta su ENI riguardante le indagini legate all’operazione Opl245, senza intraprendere azioni o procedimenti.

L'1 ottobre 2019 ENI aveva già annunciato che anche il Dipartimento di Giustizia americano aveva chiuso le proprie indagini sulle vicende Algeria e Opl245 senza intraprendere alcuna azione.

A maggio 2020, il tribunale di Londra si era dichiarato non competente circa le accuse di tangenti a ENI e Shell per il campo OPL 245.

ENI: Equita commenta le notizie giudiziarie e onferma il buy

Gli analisti di Equita SIM ritengono che la notizia relativa alla condanna richiesta dai PM di Milano non abbia al momento risvolti significativi per il titolo, anche se il procedimento del tribunale di Milano rimane una fonte di rischio, nonostante l’esito positivo negliStati Uniti e nel Regno Unito.

La SIM milanese ricorda che nel bilancio 2019 di ENI, il valore delle riserve risulta pari a 874 milioni di euro.
Confermata intanto la strategia bullish sul titolo che per gli analisti di Equita SIM merita una raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 11 euro.

ENI: Fidentiis non abbandona la cautela

Più cauti i colleghi di Fidentiis che sul titolo ribadiscono il rating "hold", con un target price tra 9 e 10 euro.

Gli esperti non si aspettavano oggi alcuna reazione dal titolo, spiegando che il mercato da tempo ha perso interesse per il processo che è stato già annullato negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

Saipem si aggiudica nuovi contratti per oltre 90 mln

Saipem invece è riuscito a mantenersi sostanzialmente a galla, beneficiando della notizia relativa all'aggiudicazione di nuovi contratti nell’eolico offshore, per progetti attualmente in fase di sviluppo al largo delle coste dell’Inghilterra, della Scozia e della Francia per un valore complessivo che supera i 90 milioni di euro.

Saipem: Equita commenta le nuove commesse

Gli analisti di Equita SIM parlano di di un impatto quantitativo limitato, spiegando che il contratto rappresenta l’1% della loro stima di raccolta ordini E&C per il 2020 e il 3% della divisione E&C offshore.

Con questo contratto la raccolta ordini E&C annunciata per quest'anno raggiunge i 4,6 miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi offshore e 3,2 miliardi onshore, rispetto alla stima di Equita SIM di 6,3 miliardi di euro, di cui 2,8 miliardi offshore e 3,5 miliardi onshore.

Cauta la view della SIM milanese che su Saipem ribadisce la raccomandazione "hold", con un prezzo obiettivo a 3,1 euro.

Saipem sotto la lente di Fidentiis e Banca Akros

Anche Fidentiis oggi ha confermato lo stesso rating, con un range di valutazione compreso tra 2 e 2,2 euro.
Gli analisti apprezzano la notizia relativa ai nuovi contratti aggiudicati da Saipem che corrispondono a circa il 3,5% degli ordini offshore del business E&C stimati per il 2020.

A puntare su Saipem è invece Banca Akros che oggi ha rinnovato l'invito ad aquistare con un fair value a 3,7 euro.
Gli analisti evidenziano che i contratti annunciati dal gruppo confermano che l'installazione di parchi eolici offshore è un mercato promettente per Saipem.