Anche quest'ultima seduta della settimana viene vissuta in calo dal Ftse Mib che continua a scendere oggi dopo aver perso terreno ieri, cedendo il passo alle prese di profitto in seguito a tre sessioni consecutive in rialzo.

ENI, Saipem e Tenaris ancora in ribasso sul Ftse Mib

La seduta odierna non sta riservando nulla di buono neanche per i titoli del settore oil che dopo il calo di ieri anche oggi viaggiano in flessione.

Si difende meglio degli altri Tenaris che, dopo l'affondo di circa il 5% di ieri, cede lo 0,66% a 5,11 euro, con oltre 1,3 milioni di azioni scambiate fino ad ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a poco più di 4 milioni di pezzi.

Resta più indietro Saipem che, dopo aver ceduto oltre il 3% ieri, scende dell'1,3% a 1,903 euro, con oltre 3,2 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora rispetto alla media mensile di 13,5 milioni di pezzi.

A pagare il conto più salato è ENI che, reduce da una correzione di circa il 2% ieri, perde il 2,1% a 7,775 euro, con oltre 4,9 milioni di azioni passate di mano fino a questo momento, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 18 milioni di pezzi.

I tre protagonisti del settore oil non sono certo aiutati dall'andamento negativo del petrolio che oggi viaggia in calo di circa un punto percentuale, scambiato a quota 41,6 dollari negli ultimi minuti.

ENI, Saipem e Tenaris restano sotto i riflettori del mercato anche sulla scia dei conti societari diffusi in questi giorni che hanno provocato una reazione molto negativa in tutti e tre i casi.

Tenaris: quali strategie seguire dopo i conti?

Gli ultimi in ordine di arrivo sono stati quelli di Tenaris che mercoledì sera dopo la chiusura di Wall Street ha alzato il velo sui numeri del secondo trimestre e dei primi sei mesi dell'anno.

Ieri gli analisti di Jefferies hanno ribadito il rating "hold" su Tenaris, con un prezzo obiettivo a 5,9 euro.

Il broker ritiene inevitabile una revisione al ribasso del consenso sul terzo trimestre, vista la guidance fornita dal gruppo relativamente ad una ulteriore contrazione dei ricavi ed Ebitda margin.

Tenaris: Equita taglia target price e stime

Oggi gli analisti di Equita SIM hanno ribadito il rating "hold" su Tenaris, abbassando per il target price del 13% da 6,7 a 5,8 euro.  

Gli esperti nel complesso hanno ridotto le loro stime di Ebitda adjusted in media del 21% per il triennio 2020-2022, ma hanno migliorato leggermente la generazione di cassa.

Gli analisti stimano ora un EBITDA adjusted 2020 a 542 milioni di dollari, che salgono a 666/881 milioni nel 2021-2022, assumendo un miglioramento dello scenario sul prezzo del petrolio.

Saipem: tra le banche d'affari vince la cautela

I giudizi sono improntati alla cautela anche per Saipem che nei giorni scorsi si è visto confermare da Equita SIM il rating "hold", con un prezzo obiettivo a 3,1 euro.

Per gli analisti i numeri del secondo trimestre di Saipem sono stati inferiori alle attese, tranne la posizione finanziaria netta.

Quanto all'outlook, la SIM milanese lo definisce incerto, evidenziando che lo scenario resta caratterizzato da molta incertezza, senza dimenticare che c'è scarsa visibilità sulla velocità di recupero del prezzo del petrolio.

Cauti anche i colleghi di Fidentiis che assegnano a Saipem una raccomandazione "hold", con un range valutazione compreso tra 2 e 2,2 euro.

Gli analisti fanno sapere di attendere una revisione al ribasso delle stime di consenso 2020 dopo i dati presentati ieri da Saipem.

Saipem: per Banca Akros è da comprare

A mantenere una view bullish su Saipem è invece Banca Akros che conferma il rating "buy", con un target price tagliato da 3,7 a 3,5 euro.

Questa mossa riflette una rivisitazione verso il basso delle stime 2020 dopo i risultati deboli e inferiori alle previsioni diffusi ieri dal gruppo.

Banca Akros però evidenzia che il backlog resta alto e la posizione finanziaria netta si conferma solida.

Non si sbilancia Mediobanca Securities che su Saipem ha una raccomandazione "neutral", con un fair value tagliato nei giorni scorsi da 2,8 a 2,2 euro.

Una mossa questa che riflette una rivisitazione verso il basso delle stime, tagliate dell'8%-15% sui ricavi con riferimento al triennio 2020-2022, mentre le attese sull'Ebitda sono state abbassate del 13%-23%, per tenere conto del rilevante calo dei ricavi registrato nel secondo trimestre e un recupero inferiore alle attese.   

ENI è buy per Equita e Kepler. Intesa lo boccia

Infine, per ENI è stato ribadito il rating "buy" da Kepler Cheuvreux, con un prezzo obiettivo rivisto da 10 a 9,5 euro, dopo la trimestrale e l'annuncio relativo al taglio della cedola che è stato del 60% rispetto alla previsione del broker di una riduzione meno ampia del 40%.

A puntare su ENI è anche Equita SIM che invita all'acquisto con un target price modificato da 11 a 10 euro, anche se gli analisti evidenziano l'assenza di catalizzatori di breve termine per il titolo.

Cattive notizie invece da Intesa Sanpaolo che ha rivisto la sua strategia su ENI da "buy" a "hold", con un fair value sforbiciato da 11,2 a 8,5 euro.