Ha avuto larga eco un articolo pubblicato sul Financial Times a firma Gyorgy Matolcsy, ex Ministro delle Finanze ungherese ed ora Governatore della Banca Centrale del suo Paese.

Matolcsy ha criticato piuttosto severamente l’euro, e, dato che l’Ungheria non ha ancora adottato la moneta unica, ma da diversi anni è impegnata in un percorso che avrebbe dovuto portare il Paese ad entrare nell’eurozona, questo articolo può così essere interpretato come una rinuncia, da parte del Paese magiaro, di aderire alla moneta unica.

Nel suo scritto Matolcsy fa notare come, a vent’anni dall’entrata in vigore dell’euro, cito testualmente: “la maggior parte dei pilastri necessari per una moneta globale di successo” non siano stati nemmeno lontanamente raggiunti, come ad esempio:

“Uno Stato Comune”

“Un bilancio che copra almeno il 15/20% del Prodotto Interno Lordo della zona euro”

“Un Ministro delle Finanze della zona euro”

“E un Ministero per esercitare questo ruolo”.

A me verrebbe immediatamente da chiosare:

“Per fortuna!!!”

Per fortuna infatti non siamo ancora arrivati a certi punti, ritengo infatti l’euro una sciagura, ma ancor più dell’euro sarebbe una sciagura che arrivassimo a costituire gli “Stati Uniti d’Europa”, semplicemente perché, come ho ribadito più volte, considererei gli Stati Uniti d’Europa una gigantesca Jugoslavia, che quindi non potrebbe altro che fare la fine ingloriosa della Jugoslavia.