Eurobond: sono la parola d'ordine in questi giorni. In Europa, ultimamente, non si fa altro che parlare di questi titoli obbligazionari. Ma cosa sono? A cosa servono? Sono proprio necessari? Nell'ultima conferenza stampa, almeno in ordine cronologico, il premier Giuseppe Conte ha fatto il punto della situazione sulle varie emergenze che stanno attanagliando l'Italia. Ovviamente sopra a tutte c'è il coronavirus, per colpa del quale sono state prorogate dino al 3 maggio le misure di contenimento. Ma si è anche parlato della trattativa in Ue per gli Eurobond. Conte ha anche accusato i leader Giorgia Meloni e Matteo Salvini di aver diffuso falsità e menzogne riguardo al Mes e alla lotta in corso in Ue.

Secondo Giuseppe Conte ci sarebbe - citiamo le sue parole - un intero paragrafo destinato ad accogliere la prospettiva italiana degli Eurobond, non abbiamo ancora un regolamentazione concreta e dobbiamo ancora costruire questo strumento. Ma per la prima volta lo abbiamo messo nero su bianco e gli altri paesi hanno dovuto accettare di lavorare già da adesso per questo strumento affinchè sia immediatamente applicabile. Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti i cittadini italiani, le menzogne e le falsità ci fanno male e ci indeboliscono. Le falsità di questa notte rischiano di indebolire l'Italia.

Eurobond: ok ma cosa sono e dove si comprano?

Forse nelle attese del premier Giuseppe Conte c'era quella di creare qualche falsa speranza, qualche aspettativa. Ma poi sinceramente, cosa sono gli Eurobond? L'idea sarebbe quella di creare un titolo obbligazionario emesso in comune tra tutti i paesi europei. Ossia un bond emeesso all'interno dell'area euro. Sì però quello che si pensa, al momento rimane unicamente un sogno, una speranza. Anche perché da quello che si è potuto capire dalle ultime riunioni dell'Eurogruppo, sembra che ci siano poche speranze perché i paesi abbiano intenzione di muoversi in questa direzione.

Iniziamo a spiegare una cosa. Uno Stato nel momento in cui deve garantire dei servizi ai cittadini ha più spese rispetto a quanto incassi dalle tasse. All'interno della parola servizi, noi inseriamo proprio tutto: dalle pensioni agli stipendi dei dipendenti della pubblica amministrazione, dalla polizia alle manutenzioni delle strade. Non importa se tutto funzioni alla perfezione o che la strada sotto casa sia piena di buche: ma la gestione di tutto è una spesa. E lo stato spende di più rispetto a quanto incassi con le tasse. Come viene coperta la differenza? Lo Stato chiede un denaro in prestito ed emette in cambio delle obbigazioni: i bond. Questi bond garantiscono alla loro scadenza degli interessi oltre alla restituzione del denaro avuto in prestito.

Eurobond: cosa cambia da paese a paese

Bene fin qui tutto è chiaro. Però dobbiamo iniziare a spiegare qualche cosa in più. C'è il fattore tasso di interesse: e qui cade l'asino. Gli interessi variano in base alla durata del prestito, più è lungo più gli interessi saranno alti, e variano in base all'affidabilità di chi ha emesso il titolo. O più correttamente in base alla percezione che gli investitori hanno sulla solvibilità del richiedente. In poche parole viene valutato il rischio di credito.

L'Italia ha un debito pubblico rilevante, si parla di oltre 2.400 miliardi di euro, e se lo si confronta con la ricchezza naturale del paese ed il ritmo di crescita molto debole dell'economia, dovrà pagare molto di più di interessi rispetto ad un paese del nord Europa. Ed è proprio qui uno dei tasselli contro cui si va a scontrare l'eventuale politica degli Eurobond.

Ma non solo: esiste anche il famigerato spread. Ormai la maggiorparte degli Italiani sa già che si riferisce allo scarto tra i BTP italiani (il cui rendimento sui 10 anni viaggia al momento intorno all'1,5%) e i solidissimi Bund tedeschi (con tassi addirittura negativi) ed è anche un indice indiretto della tensione che si avverte sui titoli del Tesoro e sul nostro Paese.

Eurobond: non ci saranno

Nei giorni scorsi il cancelliere tedesco Angela Merkel aveva chiuso definitivamente ogni speranza, affermando categoricamente che gli eurobond non ci saranno. La Merkel ha voluto chiudere definitivamente la polemica sugli eurobond per rispondere alla crisi sanitaria ed economica scatenata in Europa dalla pandemia da coronavirus. Nel corso di una conferenza stampa ha affermato: voi sapete che io non credo che si dovrebbe avere una garanzia comune dei debiti e perciò respingiamo gli eurobond.

La cancelliera tedesca ha quindi ribadito che la Germania è contraria a una condivisione del debito tra gli Stati membri dell’Ue, richiesta invece l’Italia con l’introduzione degli eurobond per fare fronte alla crisi innescata dal coronavirus. Merkel, nelle ultime ore attaccata duramente da una parte della stampa sia per le remore a dare il via libera a un progetto di solidarietà europea sia per le possibili concessioni fatte all’Italia, ha aggiunto tuttavia che ci sono così tanti strumenti di solidarietà che si possono trovare delle buone soluzioni. La solidarietà in Europa è urgente, ma su quali siano le misure adeguate si possono avere valutazioni diverse, ha concluso la cancelliera tornando sulla richiesta del premier Giuseppe Conte.