Secondo fonti citate da Reuters sarebbe questione di ore per l'annuncio della vendita di Borsa Italiana a Euronext. La società-mercato delle piazze di Parigi e Amsterdam (ma anche Bruxelles, Lisbona, Dublino e Oslo) aveva gioco facile visto che si è alleata con Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) ma anche con Intesa Sanpaolo. E il governo italiano aveva sottolineato di essere pronto a utilizzare il golden power per indirizzare la vendita di Piazza Affari da parte di London Stock Exchange Group (Lseg).

Niente da fare per le rivali di Francoforte e Zurigo

Nulla da fare quindi per le rivali Deutsche Börse e Six Swiss Exchange (la società-mercato di Zurigo), visto che tra l'altro già da una ventina di giorni il gruppo britannico era impegnato in trattative esclusive con Euronext. La valutazione di Borsa Italiana sarebbe di circa 4 miliardi di euro (Londra l’aveva pagata 1,6 miliardi di euro nel 2007). Secondo Stephane Boujnah, chief executive di Euronext, Milano è partner "ideale" per il modello federale della società-mercato pan-europea.

Vantaggi per tutti. Per Euronext ma anche per Londra e Roma 

Vantaggi ci saranno per tutte le parti in gioco. Londra si libererà a stretto giro del principale ostacolo al takeover da 27 miliardi di dollari di Refinitiv Holdings: Mts la piattaforma di trading di titoli di Stato europei che fa capo a Borsa Italiana e che secondo Bruxelles avrebbe dato a Lseg una posizione dominante nel trading obbligazionario. Euronext diventa sempre più grande: Milano garantirà il 35% dei ricavi del gruppo post integrazione. E ovviamente per lo Stato italiano la partita sarà un successo su tutti i fronti: Cdp diventerà azionista di Euronext al pari della collega francese Caisse des Dépôts et Consignations (Cdc) e verosimilmente potrà esprimere il chairman del gruppo europeo, la Consob entrerà nel collegio dei regolatori di Euronext (che ha presidenza a rotazione su base semestrale) e il governo non perderà la presa su Mts, che gestisce i 2.100 miliardi di debito italiano.

(Raffaele Rovati)