Elliot Hentov, head of policy research, State Street Global Advisors, spiega che come molti altri attori di mercato, si aspettava una qualsiasi forma di interruzione temporanea della guerra dei dazi. Questo accordo, chiamato Fase 1, è un solido punto di partenza per far sì che le controversie commerciali non rappresentino più un timore a breve termine per i mercati. Elliot Hentov ricorda che le guerre commerciali sono state uno dei principali driver della recessione dei mercati, in quanto hanno scoraggiato gli investimenti delle imprese, soprattutto nel settore manifatturiero, aggravando così la recessione globale dell’intero comparto. Inoltre, da un lato hanno contribuito a una riduzione dei rendimenti obbligazionari e dall’altro hanno sostenuto la rinnovata forza del dollaro. L'accordo di Fase 1 potrebbe supportare la recente ripresa dei mercati e portare a un miglioramento dei dati macroeconomici.

D’altro canto, un tratto caratteristico della presidenza Trump sono rapporti conflittuali e il fatto che la Cina non sia più una controparte durante l’anno in cui si terranno le elezioni indica che il presidente andrà alla ricerca di altri avversari. Secondo questa logica, l'Europa potrebbe essere il nuovo obiettivo degli Stati Uniti sul fronte commerciale. Elliot Hentov si aspetta infatti che le frizioni commerciali USA-Europa diventino un tema di attualità, con possibile applicazione di dazi o misure selettive. Tuttavia le preoccupazioni per una vera e propria guerra commerciale sembrano esagerate. Gli Stati europei sono i maggiori datori di lavoro stranieri nei principali Stati repubblicani e la più grande fonte di IDE. Le economie dell’area Nord-Atlantica sono profondamente legate tra loro, quindi qualsiasi controversia tra Stati Uniti e Unione Europea sarà molto simile alle negoziazioni per il NAFTA, con poche probabilità di escalation e buone possibilità di successo.