• Prosegue il rallentamento europeo, che anzi si sta intensificando alla luce dei rischi rappresentati dalle tensioni commerciali e dalla Brexit.
  • La BCE sta mettendo tutte le armi in campo per contrastare la pressione verso un rallentamento economico, avendo da poco tagliato i tassi e ripristinato gli acquisti mensili di titoli, pur con dubbi circa l’effettiva efficacia di queste misure.
  • A questo punto sarebbe molto utile un allentamento fiscale coordinato, che sfrutti i bassi costi di indebitamento per gli Stati, ma i governi stanno intervenendo con lentezza.

Bill Papadakis, Macro Strategist di Lombard Odier, spiega che la politica monetaria ha rappresentato la prima linea di difesa contro il persistente rallentamento dell’eurozona. La Banca centrale europea (BCE) ha varato a settembre un ampio pacchetto di misure tra cui il taglio dei tassi sui depositi, un sistema di “tiering” delle riserve che protegge le banche dai tassi di interesse negativi, nuovi acquisti di asset, condizioni più generose per le operazioni TLTRO (targeted longer-term refinancing operations – operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine).

Nonostante le ambizioni della BCE, l’impatto diretto sulla crescita e sull’inflazione potrebbe rivelarsi limitato. Il tasso sui depositi era già a un livello molto basso mentre la crescita del credito è stata così forte che alcune autorità nazionali di regolamentazione hanno imposto delle misure macroprudenziali per prevenire eventuali eccessi.