Un’impennata nei tassi d’interesse nei titoli dei paesi periferici metterebbe a repentaglio le politiche di “contenimento” dei debiti pubblici di questi paesi, conducendoli verso una grave depressione deflazionistica (a causa dell’aumento dei tassi d’interesse che provocherebbe anche un ulteriore aumento della pressione fiscale).
Assisteremmo a un crollo delle borse mondiali ed è probabile che, nonostante il dollaro si possa rafforzare in uno scenario come quello descritto (e nonostante il forte rapporto di correlazione inversa) si rafforzino anche le quotazioni di oro e argento.
Sarebbe l’inizio di un “crack” sistemico di proporzioni difficilmente prevedibili.
Le prossime due settimane saranno “decisive” per le sorti dell’Europa e del sistema finanziario globale.
Se Syriza non trionfasse alle elezioni, questo scenario sarebbe rinviato di qualche mese, come dicevo: la Grecia avrà enormi difficoltà a rimanere nell’Eurozona.
Staremo a vedere.