Steven Boothe, gestore Fixed Income di T. Rowe Price, spiega che con il ciclo del credito statunitense giunto alle fasi finali e l’escalation dei conflitti commerciali che penalizza il sentiment aziendale e i fondamentali, occorre adottare uno sguardo più ampio per sviluppare il posizionamento dei portafogli delle strategie obbligazionarie investment grade (IG). Un’allocazione internazionale offre il vantaggio di un’esposizione a cicli del credito che non sono sincronizzati a quello USA, o a mercati con situazioni idiosincratiche nel rapporto tra domanda e prezzo. Un esempio di quest’ultima possibilità sono le opportunità attualmente presenti nel mercato del debito corporate dell’Eurozona, dato che la BCE potrebbe riprendere il quantitative easing (QE), compreso l’acquisto di bond societari.

In occasione della conferenza annuale della BCE tenutasi a giugno a Sintra, in Portogallo, il Presidente Draghi ha affermato che la Banca Centrale potrebbe tagliare i tassi e intraprendere un altro round di acquisti di obbligazioni se l’outlook economico dell’Eurozona non dovesse migliorare. All’interno del programma per l'acquisto di titoli obbligazionari corporate della BCE (Corporate Sector Purchase Programme, o CSPP), che è stato attivo da giugno 2016 alla fine del 2018, la Banca Centrale ha acquistato ogni mese tra i 5 e i 6 miliardi di bond societari investment grade. Se da una parte i dati sulla crescita dell’area euro dovrebbero continuare a deteriorarsi e l’inflazione a rimanere bassa per innescare un nuovo round di QE, il consenso di mercato al momento prevede una ripresa del CSPP da parte dell’Eurotower, con la possibilità che ciò avvenga anche prima della fine del 2019.