Facebook, Apple e Amazon in caduta libera con perdite tra il 4% e il 5% che hanno raggiunto il -11% nel caso di Nvidia.

I dati sul mercato Usa

Tutto questo ha costretto il Nasdaq Composite a perdere il 3,03% arrivando a 7.028,48 punti, trend che l'accomuna al Dow Jones, -1,56% a 25.017,44 punti e all'S&P 500, -1,66% a 2.690,73 punti mentre le cose non sono andate meglio nemmeno sul Russell 2000, -2,03% a 1.496,54 punti. E mentre i dati macro stanno peggiorando con allarmi sempre più diffusi soprattutto sul fronte del settore immobiliare, gli analisti stanno iniziando a guardare con timore al rafforzamento progressivo del dollaro, rafforzamento che ha finora trovato radice in un terreno che presto potrebbe non essere più adatto come è stato finora.

Ma procediamo con ordine. I giganti del settore tecnologico stanno iniziando a risentire di alcune situazioni difficili sui singoli nomi: Amazon, già dal 25 ottobre, ha reso note prospettive per il quarto trimestre inferiori alle attese. Da parte sua Facebook deve scontare un report del WSJ secondo cui il suo fondatore, Mark Zuckerberg avrebbe adottato una serie di strategie particolarmente aggressive per dare un nuovo approccio ala gestione della crisi dei dati scoppiata con lo scandalo di Cambridge Analitica.

I problemi sul campo

Tant è bastato per fargli chiudere il suo terzo mese i rosso creando di fatto la serie negativa più lunga della sua storia. Già la settimana scorsa il gigante dei social era stato attaccato dal NYT che lo accusava di aver nascosto informazioni determinanti per capire la reale partecipazione della Russia nello scandalo della manipolazione del voto presidenziale. Ma se Menlo Park piange, Cupertino non ride e Apple è stata costretta a tagliare le previsioni sulla produzione dell'iPhone, il suo inveterato cavallo di battaglia. La Mela è a sua volta entrata in un mercato ribassista avendo perso oltre il 20% dai suoi picchi sulle 52 settimane.