Era il 15 settembre 2008 e le televisioni mandavano in onda il più assurdo e tragico trasloco cui la finanza mondiale stava assistendo, quello dei dipendenti di Lehman Brothers, quarta banca d'affari degli Usa dopo Goldman Sachs, Morgan Stanley e Merrill Lynch.

Chi era Lehman Brothers

Un istituto finanziario che vantava 215 miliardi di asset a livello di capogruppo e oltre 640 a livello di gruppo. Una vera e propria fuga, quella dei dipendenti, dal momento che nessuno si sarebbe mai aspettato una cosa del genere da chi si permetteva il lusso di gestire, in maniera esageratamente aggressiva e a detta di molti sfruttando troppo una leva alta, oltre 10 miliardi di dollari. Quello che era impossibile accadesse, soprattutto in considerazione degli ottimi rating che la banca continuava a riceve fino a qualche ora prima della dichiarazione di bancarotta, era accaduto. Ma ciò che nessuno allora sospettava erano le ricadute che l'avvenimento avrebbe avuto i lì a poco sull'intero sistema economico mondiale. Conseguenza che, a distanza di 10 anni, e nonostante l'intervento orchestrato di tutte le banche centrali mondiali, ancora si fanno sentire.

La view degli esperti

Da allora sono stati presi moltissimi provvedimenti per regolamentare con maglie più fitte il sistema finanziario, come ad esempio in Europa dove le banche sono costrette ad accantonare una maggior quantità di capitali a copertura in caso di crisi, ma a detta degli esperti, il sistema è ancora molto vulnerabile.

Secondo quanto dichiarato da Charles Bean, professore alla London School of Economics ed ex vice governatore per la politica monetaria presso la Bank of England