Dopo mesi di provvedimenti d’emergenza, arriva una misura di più ampio respiro che si promuove di portare più soldi nelle tasche delle famiglie. Il Consiglio di Ministri approva il Family Act, fortemente voluto dalla ministra renziana per le pari opportunità Elena Bonetti. Soddisfazione espressa anche dal Presidente Conte “Approvato il Family Act, per sostenere la genitorialità, contrastare la denatalità, favorire la crescita dei bambini e giovani e la conciliazione della vita familiare con il lavoro, soprattutto femminile. Devo a Bonetti e Catalfo l'impegno per portare a compimento questo importante provvedimento". Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Soldi erogati alle famiglie tramite assegno familiare

L’assegno è attribuito indistintamente a tutte le famiglie con uno o più figli. Ad una parte fissa verrà aggiunta una variabile calcolata in base all’ISEE. Nella determinazione dell’importo verrà tenuta in conto anche l’età del figlio. Il periodo di erogazione dell’assegno andrà dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del diciottesimo anno di età. I soldi erogati tramite l’assegno avranno una maggiorazione del 20% in caso di figli successivi al primo o figlio/a disabile.

L’assegno non contribuirà a formare il reddito complessivo e viene prevista una clausola di salvaguardia per cui è riconosciuta una integrazione aggiuntiva dell'importo dell'assegno finalizzata ad assicurare che l’importo non risulti in ogni caso inferiore a quello in godimento al nucleo familiare prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione della delega.

Sostegno alle famiglie per i figli a carico

Viene previsto anche una delega per il riordino delle misure di sostegno per i figli a carico. Insomma, al governo viene dato il compito di emanare uno o più decreti legislativi, previa intesa in Conferenza Unificata, per operare tale riordino. Le misure di sostegno alle famiglie, da adottare tramite decreti legislativi, riguardano innanzitutto interventi di sostegno, con contributi che possono coprire anche l’intero importo delle rette degli asili nido, dei micronidi, delle sezioni primavera e delle scuole dell’infanzia, ovvero eventuali forme di supporto presso la propria abitazione in favore delle bambine e dei bambini al di sotto dei sei anni.

Nel proveddimento sono ricompresi strumenti di sostegno per le famiglie sia per le spese sostenute per i minori affetti da patologie fisiche, compresa la diagnosi di disturbo dell’apprendimento, sia per le spese documentabili per l’acquisto di libri scolastici per ciascun figlio, frequentante la scuola secondaria di primo e secondo grado, e per le spese sostenute relativamente alle gite scolastiche, all’iscrizione o abbonamento ad associazioni sportive e i corsi di lingua, arte e musica. Un ulteriore elelmento previsto dalla delega è che siano introdotte agevolazioni per forme di sostegno al welfare aggiuntivo legate alla contrattazione di secondo livello.

Novità sul fronte congedi parentali per aiutare le famiglie

Il Family Act introduce delle novità anche sul fronte dei congedi parentali. Viene previsto un periodo non inferiore a due mesi di congedo per ciascun figlio non cedibile all’altro genitore. Il periodo di congedo diventa obbligatorio, per un periodo non inferiore ai 10 giorni, per il padre lavoratore durante i primi mesi di vita del figlio. Questa misura viene applicata a prescindere dallo stato civile o di famiglia del genitore lavoratore.

Si tenta di aiutare le famiglie anche con l’introduzione di un permesso retribuito, di almeno 5 ore nell'arco di un anno scolastico per i colloqui con i professori e di nuove modalità flessibili nella gestione di congedi, compatibilmente con le esigenze del datore di lavoro e nell'ambito della relativa competenza, con le forme stabilite dalla contrattazione collettiva applicata al settore.

Più soldi per il lavoro femminile

Nei decreti legislativi dovrà essere prevista la detraibilità o la deducibilità di una percentuale delle spese sostenute per gli addetti ai servizi domestici o assistenza di familiari con deficit di autonomia, assunti con contratto di lavoro subordinato, tenendo conto dell'applicazione di indici della situazione economica equivalente delle famiglie.

Saranno, inoltre, introdotte delle misure che permettano di graduare la retribuzione del lavoratore nei giorni di astensione per malattia del figlio nonché misure premiali per datori di lavoro che realizzino politiche atte a promuovere una piena armonizzazione tra vita privata e lavoro, quali, ad esempio, lavoro flessibile, smart working, telelavoro e, con priorità per le lavoratrici madri fino alla maggiore età del figlio. 

Ulteriore contenuto della delega riconosce una priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorativo in modalità agile per i genitori con figli minori di 14 anni. Questo avverrà anche sulla base di quanto previsto dai contratti collettivi firmati dai sindacati comparativamente più rappresentativi del settore.  Viene introdotta, infine, una quota di riserva della dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662) per l'avvio delle nuove imprese start up femminili e l'accompagnamento per i primi due anni.

Soldi per l’educazione e la formazione dei figli

Nella delega contenuta nel Family Act vi è anche il compito di riordinare e rafforzare le misure volte a sostenere la famiglia nella formazione dei figli, affinché acquisiscano autonomia finanziaria. A tal fine, il governo dovrà introdurre detrazioni fiscali delle spese documentabili sostenute per acquistare libri universitari per ciascuna figlia o figlio maggiorenne a carico, qualora non goda di altre forme di sostegno per l’acquisto dei testi universitari.

Dovranno essere previste, inoltre, detrazioni fiscali delle spese documentabili relative al contratto di affitto di abitazioni per i figli maggiorenni iscritti ad un corso universitario ed agevolazioni fiscali per l’affitto della prima casa per le giovani coppie, di cui almeno uno dei due non abbia superato 30 anni al momento della presentazione della domanda.

Bonetti: per la prima volta si investe per cambiare in meglio la vita delle famiglie

Il provvedimento è accolto positivamente da più parti. La ministra Bonetti, promotrice dell’intervento, dichiara:

«È un momento storico per il nostro Paese, per la prima volta si investe in umanità, per cambiare in meglio la vita delle famiglie: da qui l’Italia può ripartire, è una scelta di speranza e di coraggio, una riforma che deve vedere il gioco di squadra di tutti».

Interviene anche la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo:

«Il Family act contiene incentivi importanti per rafforzare il ruolo delle donne nel contesto lavorativo, anche nel Mezzogiorno»

Gigi De Palo, Presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, invece, commenta così l’approvazione del family act:

«La strada è ancora lunga ma un primo passo è stato fatto: adesso chiediamo a maggioranza e opposizione di velocizzare l’iter, servono risposte concrete».