No alla patrimoniale, sì a capitali alle imprese per sopravvivere ma anche per ripartire. Interventi a favore della disoccupazione giovanile. Pagamenti digitali. E soprattutto tornare al lavoro il prima possibile. E' da qui che deve ripartire la Fase 2 per i manager italiani. Che aspettano, come tutta l’Italia, di sapere come e quale sarà il primo passo del ricongiungimento alla normalità dopo oltre un mese di quarantena a causa dell’emergenza coronavirus. Sulla Fase 2 sono al lavoro i ministeri, i medici e le task force nominate dal governo per identificare soprattutto i protocolli su cui basare la ripresa delle attività in totale sicurezza. Si parla di mascherine obbligatorie, distanza di almeno due metri tra le persone, scuole chiuse fino a settembre, oltre ovviamente a un potenziamento del servizio di prevenzione.

Fase 2, è più sicuro andare al lavoro che andare a fare la spesa 

Il mondo del lavoro però si aspetta di più. Non si aspetta la patrimoniale ovviamente. E per certi versi sperava che la ripresa delle attività, e quindi la Fase 2, avvenisse con molto più anticipo. 

“Le fabbriche sono chiuse solo in Italia, nel resto dell’Europa, Spagna esclusa, le aziende invece sono tutte aperte" fa notare Nino Tronchetti Provera, alla guida di Ambienta, società attiva nel private equity. E poi aggiunge: "La verità? Oggi è molto più sicuro andare a lavorare che fare la spesa”.  

Con lui è d’accordo Daniele Ferrero, presidente di Venchi Spa, azienda alimentare dolciaria, che non a caso ha già ripreso la produzione: “Noi siamo tornati operativi il 24 febbraio, con le nuove normative di distanziamento. Più andrà avanti il lockdown, più la ripresa sarà lenta. Gli italiani sono pronti a ripartire, il timore del virus è ancora forte, la distanza di sicurezza sarà mantenuta e non ci saranno assembramenti né nei bar né nelle gelaterie. Ma serve che la gente possa tornare in giro”.

Fase 2, senza capitali non c'è ripresa. E i giovani sono senza lavoro

Ovviamente per ricominciare serve anche (e soprattutto) liquidità. Tra bonus e prestiti garantiti, il governo qualcosa ha fatto. Altro ci si attende per le prossime settimane, a partire dai 600 euro che dovrebbero diventare 800 per il mese di aprile:

“Le aziende hanno bisogno di capitali per sopravvivere, ma anche di capitali di rischio per ripartire. Molte di esse, in Italia, non sono quotate, è bene ricordarlo” l’allarme lanciato è di Gian Maria Mossa, Ad di Banca Generali.

A ne aggiunge un altro, ben poco sottolineato in questo periodo: “L’altro problema sono i giovani. La disoccupuazione giovanile sarà ormai al 50%. Occorre intervenire, il prima possibile”. Sulla liquidità, inoltre, Tronchetti Provera fa notare chiaramente che la cassa integrazione, negli altri stati, è arrivata in breve tempo direttamente dai governi ai lavoratori. In italia invece bisognerà aspettare a giugno con una burocrazia presante, con gli imprenditori che hanno dovuto anticipare i soldi. 

Mossa (Banca Generali): "Fase 2 con patrimoniale? Pessima idea"

Soldi che potrebbero essere anticipati anche dai cittadini. Continua ad aleggiare sull’Italia l’idea di una nuova patrimoniale, dopo la proposta partita dal Pd di imporre una tassa a chi guadagna più di 80.000 euro all'anno.

L'Ad di Banca Generali Fossa dice no alla patrimoniale: “Prendere soldi privati per tappare buchi pubblici è una pessima idea anche per il messaggio di scarsa fiducia che passa".

Meglio un connubio tra risparmio privato e imprese, aggiunge Fossa, mettendo nelle condizioni il risparmiatore di contribuire a fare parte dell’investimento delle imprese, ovviamente con tutte le garanzie possibili: "L'obiettivo è ottenere un buon ritorno per l’investitore privato e ossigeno per le imprese". Della stessa idea Ferrero, presidente di Venchi Spa: piuttosto che una patrimoniale, la speranza sono agevolazioni fiscali per ricapitalizzare il sistema imprenditoriale italiano. 

Fase 2, primo step: ripartire dal turismo, non dalla patrimoniale

Con l'estate alle porte, il primo step da perfezionare è quello del turismo. Rivitalizzarlo, il commento dei tre manager è unanime, sarà determinante, anche se come tempi di reazione l’Italia si è già confermata di non figurare tra i primi posti. Secondo Tronchetti Provera di Ambienta una buona riapertura potrà compensare le perdite ma senza esagerare, perché i turisti stranieri, di norma, spendono molto di più e non è affatto scontato che quest’estate vorranno venire in Italia. Anche in questa direzione, uno dei primi mosse dovrebbe essere l'affermazione definitiva dei pagamenti digitali. Per uccidere il lavoro nero e cominciare, ma per davvero, la lotta all’evasione fiscale.