Un'altra seduta tutta in discesa per Fca che non solo riesce a trovare spunti per risalire la china, ma al contempo non è in grado di frenare l'emorragia in atto.

Fca: l'emorragia continua dopo il crollo di ieri

Dopo aver chiuso la sessione di ieri con un affondo di quasi l'11%, il titolo ha continuato a perdere quota oggi, senza beneficiare in alcun modo del rimbalzo messo a segno dal Ftse Mib.

Fca è infatti sceso in controtendenza, occupando l'ultima posizione nel paniere delle blue chips, fermandosi a 5,806 euro, con un crollo del 5,13% e quasi 26 milioni di azioni scambiate, più del doppio della media degli ultimi 30 giorni pari a poco più di 11 milioni di pezzi.

In sole quattro sedute il titolo ha perso quasi il 35% del suo valore, riportandosi su livelli di prezzo che non si vedevano ormai da settembre/ottobre 2016.

Fca: stop alla produzione in Europa. Riprende solo ad Atessa

Fca continua a rimanere stretto nella morsa dei ribassisti sulla scia di alcune cattive notizie che arrivano da più fronti.
Tre giorni la società ha fatto sapere che la produzione nella maggior parte degli stabilimenti produttivi in Europa verrà fermata fino al 27 marzo 2020.

Lo scopo di questa mossa è quello di implementare le azioni per affrontare l’emergenza coronavirus e adeguare la produzione alla domanda.

Intanto ieri un portavoce di Fca, tramite Reuters ha fatto sapere che il gruppo ha ripreso la produzione, seppur limitata, nel suo stabilimento di Atessa, in Abruzzo, unico impianto di assemblaggio ad essere aperto al momento.

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Fca e sindacati si accordano su utilizzo cassa integrazione

Sempre ieri, si è appreso che le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr, hanno concordato con Fca l'utilizzo della Cassa integrazione guadagni appena varata dal Governo nel Decreto Cura Italia, per fronteggiare l'emergenza Covid-19.

Fca: stop alla produzione in Nord America fino a fine marzo

Una cattiva notizia è giunta invece questa mattina, stavolta dall'opposta sponda dell'Atlantico.

Fca, in collaborazione con la United Auto Workers e dopo aver ascoltato le preoccupazioni dei dipendenti, ha deciso di sospendere la produzione negli stabilimenti in Nord America, a partire progressivamente da oggi e fino alla fine di marzo.

Il gruppo ha inoltre fatto sapere che sta valutando l'impatto sull'attuale guidance finanziaria delle misure assunte in seno all'azienda e delle condizioni macro legate all'emergenza coronavirus.

Fca fornirà un aggiornamento quando avrà completato questa valutazione e nel momento in cui ci sarà una sufficiente visibilità sulle condizioni di mercato.

Fca: a rischio le nozze con Psa? La view di Bca Akros

Commentando le ultime notizie su Fca, gli analisti di Banca Akros, in una nota diffusa oggi ricordano che lo scorso anno l'area Nafta rappresentava circa il 56% delle consegne del gruppo, il 68% dei ricavi e il 100% dell'Ebit adjusted.

Gli analisti fanno sapere di non essere preoccupati per le nozze tra Fca e Psa, spiegando che l'emergenza coronavirus non mette a rischio il deal, visto che lo stesso darà vita ad un gruppo più forte.

Non cambia intanto la strategia di Banca Akros che mantiene una view bullish su Fca, con una raccomandazione "buy". 

Fca: Bca IMI valuta possibili impatti chiusura impianti

A puntare sul titolo è anche Banca IMI che ribadisce il rating "buy", con un target price a 15 euro.

Gli analisti evidenziano che la notizia relativa allo stop alla produzione egli impianti in Nord America era sostanzialmente attesa dal mercato ed è riflessa in parte nel pesante calo accusato ieri in Borsa da Piazza Affari.

Banca IMI intanto mette in guardia dal fatto che la chiusura degli impianti possa avere ricadute materiali sulla guidance di Fca, spese se la stessa dovesse durare oltre marzo.

Gli analisti indicano che un mese di chiusura potrebbe tradursi in un calo su base annua di circa il 6% dei volumi del gruppo nell'area Nafta, con una flessione di circa l'8% dell'Ebit 2020 adjusted.