Keith Wade, Chief Economist and Strategist di Schroders, spiega che la Fed ha lasciato invariati i tassi nel meeting di giugno, ma si sta orientando nella direzione di politiche più accomodanti. Keith Wade ritiene probabile che a luglio vi sia un taglio dei tassi ‘preventivo’, così chiamato perché si tratta di una mossa volta a supportare l’economia in caso dovessero materializzarsi rischi di ribasso.

La Fed non ha cambiato le sue previsioni di crescita e si aspetta ancora un’inflazione vicina al target, ma ha menzionato un aumento delle incertezze sull’outlook - spiega Keith Wade -. Inoltre, l’equilibrio interno alla Commissione si è spostato in una direzione più ‘colomba’: infatti, le proiezioni hanno rivelato che 8 membri al momento sarebbero favorevoli abbassare i tassi quest’anno, con un commissario che punterebbe a un taglio immediato di 25 punti base. Viceversa, vi sono otto membri che non vogliono cambiamenti, mentre uno ha votato per un rialzo di 25 punti base.

A questo punto Keith Wade si aspetta che la Fed esegua un taglio di 25 punti base a luglio. Ciò è in linea con il commento del Presidente Powell durante la conferenza stampa: ‘prevenire è meglio che curare’.

È possibile che i dati migliorino da qui a luglio, ma ciò sembra improbabile, in quanto ci aspettiamo che i numeri del secondo trimestre restino deboli, dato che le imprese hanno tagliato le scorte e le spese in conto capitale - spiega Keith Wade -. Potremmo anche assistere a un esito favorevole dell’incontro tra Trump e Xi al G20, ma il rischio di ulteriori dazi rimarrà elevato, vista la distanza tra le due parti su questioni come la proprietà intellettuale e la tecnologia. La mossa di luglio potrebbe pertanto essere seguita da un ulteriore taglio a settembre.