Nessuna sorpresa dal meeting della Federal Reserve (Fed) di 15-16 settembre. Come previsto il Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) mercoledì ha lasciato invariati i tassi d'interesse Usa sullo zero (in un range compreso tra lo 0% e lo 0,25%), dopo averli ridotti due volte in marzo, nel pieno dell'emergenza coronavirus. Come già anticipato in precedenza la Fed non prevede di alzare il costo del denaro fino a tutto il 2022 anche se la maggioranza dei membri del Fomc ha spostato la data fino alla fine del 2023.

La Fed cambia sull'inflazione ma dove sono i chiarimenti?

La Fed ha anche ufficializzato quanto dichiarato a fine agosto dal chairman Jerome Powell al meeting annuale di Jackson Hole: l'introduzione di nuovi obiettivi sull'inflazione che passeranno a un tasso medio del 2% per un periodo di tempo indeterminato invece del 2% fisso che avrebbe automaticamente portato all'aumento dei tassi. "Questi cambiamenti chiariscono il nostro forte impegno su un orizzonte temporale più lungo", ha sottolineato Powell mercoledì. Chiarimenti che, però, in realtà non ci sono stati. "Ha notato che l'obiettivo di superamento dell'inflazione per un po' di tempo, significa che non puntano a un superamento prolungato. Ma quanto tempo è un po' di tempo?", si chiede Eric Winograd di AllianceBernstein, citato dalla Cnbc. “Quell'imprecisione è un problema che il Fomc dovrà risolvere per sfruttare a pieno i benefici del cambiamento. Non è una coincidenza che il mercato azionario, inizialmente in positivo, sia passato in negativo dopo i commenti del chairman", ha aggiunto Winograd.

C'è il rischio di un dietrofront in 12 mesi o prima

Secondo Tim Duy, docente della University of Oregon e autore del blog Fed Watch, il vantaggio di questo cambiamento arriverà solo quando l'economia correrà più del previsto. “La Fed è impegnata a combattere l'ultima battaglia, la lunga e lenta ripresa sperimentata in scia alla recessione del 2007-2009. Ed è assolutamente impreparata per qualsiasi risultato sul lato destro della distribuzione. Ciò espone al rischio che la Fed si ritrovi a fare dietrofront in 12 mesi o prima", ha sottolineato Duy, secondo quanto riportato da MarketWatch. Ulteriore rischio è la maggiore enfasi attribuita alla stabilità finanziaria nel cambiamento di strategia. E la Fed non ha spiegato come metterebbe in pratica tale enfasi. "Bisognerebbe chiedersi che cosa succederebbe se l'impegno della Fed di mantenere tassi d'interesse profondamente negativi continuasse a fare surriscaldare gli asset più rischiosi come ci si può attendere", ha concluso Duy. (Raffaele Rovati)