Dieci giorni dopo l'ultima nota scritta non so da dove cominciare per commentare i recenti eventi.

Non c'è stato il progressivo indebolimento che mi aspettavo. C'è  stato un violento crash, uno dei più  bruschi del recente passato (-12% in 5 sedute per l'S&P 500) seguito da un brusco rimbalzo tra venerdì e ieri.

Cosa  è  successo?

Fondamentalmente, l'epidemia ha preso un robusto momentum fuori dai confini cinesi (vedi grafico sotto, courtesy of Capital  Economics) cosa che ha prodotto un proliferare di misure di contenimento e di barriere tra stati.

Ne sa qualcosa  l'Italia, che ha visto la  comparsa di  focolai al Nord ed è finita nel mirino di diversi stati, in virtù di una maggiore proattività e trasparenza nella ricerca degli infetti, e, in parte, a causa di una gestione della comunicazione forse ingenua.

Il mercato, che fino alla terza settimana di Febbraio aveva cullato la  speranza di una "V" shaped recovery e un impatto transitorio sui conti aziendali,  ha iniziato a fattorizzare qualcosa  di molto  diverso.  La  price action si è  progressivamente avvitata, fino alla capitulation di venerdì  scors,o dove è apparso chiaro che gli investitori si stavano liberando di qualsiasi asset senza guardare ai prezzi, in un estremo sforzo di ridurre il  rischio di portafoglio, e la  leva. Non a caso anche oro e goldminers hanno riportato ingenti perdite.

Non si può certo dire che siano preoccupazioni ingiustificate.