Non si ferma la corsa di BPM nonostante la debolezza dei mercati azionari causata dai timori per nuove possibili restrizioni finalizzate al contenimento del Covid-19 (la situazione appare particolarmente tesa in Francia, Spagna e Regno Unito). Il titolo dell'istituto guidato dall'a.d. Giuseppe Castagna continua infatti a beneficiare delle indiscrezioni di stampa secondo cui è partita una trattativa per la fusione con UniCredit.

UniCredit e Credit Agricole in cerca di prede

Secondo quanto riferito ieri mattina da MF, è stata proprio la banca guidata da Jean Pierre Mustier a fare il primo passo, una volta constatata l'eccessiva complessità di un coinvolgimento nell'uscita del Tesoro da Banca MPS (troppi i rischi derivanti dalle molte cause legali a carico di Rocca Salimbeni). Nel pomeriggio di ieri Bloomberg ha rincarato la dose citando indiscrezioni secondo cui Credit Agricole sta scandagliando il mercato italiano per un'acquisizione: gli obiettivi principali sarebbero Banco BPM e Credito Valtellinese.

BPM/UniCredit: per Equita si può fare

Per Equita la combinazione BPM-UniCredit avrebbe un forte razionale industriale: UniCredit potrebbe infatti incrementare la propria presenza in Italia e riavvicinarsi all'altra big Intesa Sanpaolo in termini di quota di mercato (18% contro 20%). Gli analisti del broker hanno ribadito la raccomandazione buy con target a 1,90 euro su BPM, e hold con target a 8,80 euro su UniCredit.

Il grafico di Banco BPM: molti spunti interessanti

Ma quali sono le conseguenze a livello grafico del rimbalzo delle ultime due sedute e, più in generale, le prospettive del titolo Banco BPM? Iniziamo col dire che ieri mattina prima di scattare in avanti le quotazioni sono scese a testare la neckline del potenziale testa e spalle ribassista in formazione da metà giugno: una rottura confermata in chiusura di questo riferimento (a 1,25 euro circa) avrebbe decretato il completamento del pattern, che è uno dei più affidabili, e anticipato un probabile affondo verso il minimo storico di maggio a 1,0115. Il pericolo sembra per il momento scampato (ma mai perdere di vista la neckline!) e BPM sembra avere la possibilità di riavvicinarsi a 1,55-1,60, area critica dove si concentrano vecchi supporti e la resistenza rappresentata dal massimo di luglio. Una stabilizzazione oltre questi riferimenti determinerebbe un netto miglioramento del quadro grafico di medio periodo con spazi di ascesa verso 1,80-1,85, ostacolo decisivo da superare per assistere al ritorno sui picchi di febbraio a 2,60 circa. 

(Simone Ferradini)