Oggi, il debito delle Filippine è basso, sia a livello statale, sia aziendale e privato, con un debito relativo ai consumi pari all’8% del PIL, uno dei più bassi al mondo - spiega Jason Pidcock -. Questo livello di indebitamento porta notevoli benefici: il potenziale di crescita sia della penetrazione dei servizi bancari al consumatore sia dei finanziamenti alle imprese porta con sé una grande opportunità in termini di crescita economica. Anche a livello statale, con un debito attuale molto contenuto, in assenza di grandi squilibri e di problemi di inflazione o deficit, il governo, se vuole, è nella condizione di sostenere gli investimenti mediante indebitamento. Inoltre il Paese ha un avanzo primario sostenuto dalle rimesse mensili oltreoceano (si veda sotto). Tutto sembra giocare in favore. L’ampia diffusione della lingua inglese indica poi che è piuttosto facile attrarre investimenti diretti esteri nel settore dei servizi e ci sono stati buoni investimenti nel campo dei back office. Le aree urbane attraggono un numero in crescita di lavoratori, anche se il turismo è un settore anch’esso in rapida crescita sulla scia dell’aumento di turisti dalla Cina.

Il vantaggio di una forza lavoro flessibile

Una popolazione giovane significa anche molti lavoratori che andranno a occupare posizioni di lavoro aperte - spiega Jason Pidcock -. Questo dovrebbe tenere sotto controllo l’inflazione sugli stipendi così come il fatto che circa il 10% della popolazione vive fuori dal paese. Questi lavoratori d’oltreoceano guadagnano soldi in diversi settori e molti inviano una parte considerevole dei loro stipendi alle famiglie in patria, solitamente prima di ritornare nel Paese per trascorrere l’ultima parte della loro vita lavorativa a casa. Questo significa che se l’economia cresce a un ritmo più sostenuto dovrebbero esserci maggiori opportunità lavorative interne, e meno persone che lasciano le Filippine in cerca di lavoro retribuito.