Come si inseriscono le Filippine nel portafoglio?

Gli elementi di attrazione delle Filippine sono indubbi, tuttavia, come investitore azionario la questione fondamentale è se nel Paese ci siano aziende interessanti, ben gestite sulle quali investire - spiega Jason Pidcock -. La risposta è che sebbene questo mercato in via di sviluppo non abbia la stessa profondità di alcuni mercati simili, vedo comunque numeri che soddisfano i miei criteri di investimento e ho in portafoglio tre aziende che penso siano rappresentative dei consumi interni e che, prese nel complesso, offrano un’esposizione a diversi settori dell’economia. Una è un’azienda conglomerata, dal business diversificato, una è nel settore immobiliare, focalizzata sui centri commerciali (che offrono esposizione ai consumi in generale, dal momento che i contratti d’affitto arrivano da diversi settori – settore alimentare, moda e altre forme di consumo interno). E infine, nel portafoglio c’è anche un grande produttore di snack che vende nelle Filippine e nei Paesi limitrofi.

Come ci si potrebbe aspettare, i rendimenti sono più bassi rispetto ad altri mercati e queste sono azioni che possiedo per il potenziale di crescita piuttosto che per i dividendi - spiega Jason Pidcock -. Anche se ritengo che fondamentalmente la crescita dei dividendi per queste aziende sarà sostenuta, all’interno del portafoglio non tutte le holding devono avere dividendi più alti della media. Ci sono buone ragioni per includere una selezione di poche azioni che rendono un po’ meno, ma che contribuiranno a fornire rendimenti totali più alti.