A Piazza Affari la seduta odierna prosegue tutta in discesa per i protagonisti del risparmio gestito che mostrano nel complesso una maggiore debolezza relativa rispetto all'indice di riferimento.

Il più colpito dalle vendite è Azimut che scivola in fondo al paniere del Ftse Mib con un ribasso del 3,5%, seguito da Banca Generali che perde il 2,12%, mentre FinecoBank viaggia in rosso dell'1,47%. Non è certo migliore il bilancio per i titoli a minore capitalizzazione che vedono Banca Mediolanum in arretramento del 2% e Anima Holding in crollo di quasi otto punti percentuali.

Le indicazioni su Azimut dopo la raccolta di settembre

I titoli del risparmio gestito nelle ultime giornate sono stati oggetto di attenzione da parte delle banche d'affari dopo la diffusione dei dati relativi alla raccolta di settembre.

Azimut il mese scorso ha riportato una raccolta netta positiva per 241 milioni di euro, con un totale da inizio anno pari a 3,6 miliardi di euro. A fine settembre il totale delle masse, comprensive del risparmio amministrato ammonta a 52,4 miliardi, di cui 4,12 miliardi riferiti alle masse gestite.

Come spiegato dal CEO del gruppo, Sergio Albarelli, il risultato di settembre è stato realizzato soprattutto grazie al contributo delle attività estere che permettono ad Azimut di crescere anche nei momenti di debolezza del mercato domestico.

Cauti in ogni caso i giudizi delle banche d'affari a partire da quello di Equita SIM che su Azimut mantiene invariato il rating "hold", con un prezzo obiettivo a 17 euro. Gli analisti hanno definito la raccolta realizzata da Azimut a settembre marginalmente miglior delle attese, ma con un maggior contributo del risparmio amministrato rispetto a quello gestito.