Fisco ed accertamenti: finalmente arrivano le prime indicazioni dell'Agenzia delle Entrate che chiariscono come si comporteranno i funzionari, ma soprattutto come dovremmo comportarci noi contribuenti.

Attraverso la circolare n. 6 del 23 marzo 2020 offre, infatti i chiarimenti necessari sull’impatto della disciplina relativa alla sospensione dei termini sullo svolgimento dei procedimenti di accertamento con adesione. La risoluzione n. 14/E conteneva, invece, precisazioni sulla sospensione dei versamenti tributari e contributivi a seguito dell’emergenza COVID-19.

Fisco ed accertamenti: le indicazioni ufficiali

Ricordiamo che il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 ha provveduto ad introdurre, tra le varie misure urgenti connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, la sospensione dei termini relativi alle attività di controllo degli uffici nonché di quelli processuali. Le disposizioni normative che rilevano in tal senso sono quelle previste dagli articoli 67 e 83 del decreto. 

All'interno del decreto, l'articolo 67, al comma 1, prevede che

sono sospesi dall’8 marzo al 31 maggio 2020 i termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori.

Fisco ed accertamenti: non sono sospesi

L'Agenzia delle Entrate ribadisce che con questa affermazione non si intende sospendere, né escludere, le attività degli Uffici, ma disciplina la sospensione dei termini relativi alle attività di controllo e di accertamento. Tuttavia, in questo periodo emergenziale gli uffici dell’Agenzia delle entrate sono stati destinatari di istruzioni volte ad evitare lo svolgimento delle attività sopra indicate, al fine di non sollecitare spostamenti fisici da parte dei contribuenti e loro rappresentanti, nonché del personale dipendente.

Il comma 4 del citato articolo 67 rinvia, inoltre, alle disposizioni presenti nell’ordinamento che prevedono la proroga biennale dei termini di decadenza che scadono entro il 31 dicembre dell’anno in cui è intervenuta la sospensione2.

La disciplina appena richiamata va completata con le disposizioni del decreto che prevedono al comma 2 dell’articolo 83 la sospensione dei termini di impugnazione dal 9 marzo al 15 aprile 2020, precisando inoltre che «ove il decorso del termine abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo». Conseguentemente:

  • per gli avvisi notificati prima del 9 marzo 2020 ed il cui termine di impugnazione era ancora pendente a tale data, il termine per ricorrere resta sospeso dal 9 marzo al 15 aprile, riprendendo gli stessi a decorrere dal 16 aprile;
  • per gli avvisi eventualmente notificati tra il 9 marzo e il 15 aprile 20203, l’inizio del decorso del termine per ricorrere è differito alla fine del periodo di sospensione.

L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che il citato articolo 83 incida in particolare sullo svolgimento del procedimento di accertamento con adesione.

Fisco ed accertamenti: i controlli

Nel caso di istanza di accertamento con adesione presentata dal contribuente, a seguito della notifica di un avviso di accertamento, si applica anche la sospensione disciplinata dall’articolo 83 del decreto. Pertanto, al termine di impugnazione si applicano cumulativamente:

  • sia la sospensione del termine di impugnazione per un periodo di novanta giorni dalla data di presentazione dell'istanza del contribuente, prevista ordinariamente dal comma 3 dell’articolo 6 del d.lgs. n. 218 del 1997,
  • sia la sospensione prevista dall’art. 83 del decreto.

Ad esempio, nel caso di un avviso di accertamento notificato il 21 gennaio 2020 e di istanza di accertamento con adesione presentata il 20 febbraio 2020, il termine per la sottoscrizione dell’atto di accertamento con adesione scade il 27 luglio 2020, considerato che:

  • alla data del 20 febbraio sono trascorsi solo 30 giorni dei 60 previsti per la proposizione del ricorso;
  • dal 20 febbraio iniziano a decorrere i 90 giorni di sospensione previsti dall’articolo 6, comma 3, del d.lgs. n. 218 del 1997, cui vanno sommati i residui 30 giorni risultanti dal precedente punto;
  • essendo intervenuta, dal 9 marzo al 15 aprile, la sospensione dei termini prevista dall’articolo 83, comma 2, del decreto, alla data del 9 marzo risultano decorsi soltanto 17 giorni dei 90 e i rimanenti 73 giorni, unitamente ai residui 30 utili per produrre ricorso, iniziano a decorrere dal 16 aprile, per cui il termine finale per la sottoscrizione dell'accertamento con adesione scade il 27 luglio.

Ciò nondimeno, laddove ci sia in concreto un condiviso interesse a svolgere comunque il procedimento di accertamento con adesione, è possibile, in un’ottica di collaborazione e buona fede tra fisco e contribuente, dar seguito a tali esigenze laddove possibile.

Fisco ed accertamenti: come funzioneranno in sostanza

Al riguardo si delineano indicativamente le procedure di gestione del procedimento di adesione in questo periodo emergenziale, che tuttavia vanno svolte accordando priorità all’esigenza di tutelare la salute dei dipendenti e dei cittadini, evitando contatti fisici e spostamenti.

Tali finalità possono essere contemperate attraverso la gestione del procedimento “a distanza” come indicato in termini generali nel seguito (privilegiando, laddove disponibile per il contribuente, l’impiego di posta elettronica certificata di cui al d.P.R. n. 68 del 2005, in luogo della posta elettronica ordinaria):

  1. identificazione del contribuente o del suo rappresentante mediante invio, da parte dello stesso, tramite PEC o mail, della copia del documento di identità (nonché della procura, qualora non in possesso dell’ufficio). Ancorché il documento possa essere già in possesso dell’ufficio, la richiesta è necessaria per garantire, anche in questa fase, l’identificazione del contribuente o rappresentante che parteciperà alla sessione;
  2. indicazione nella citata PEC o mail del numero e dell’intestazione dell’utenza telefonica o dell’eventuale strumento di videoconferenza (laddove disponibile) da utilizzare per il contraddittorio;
  3. effettuazione del contraddittorio telefonico o per videoconferenza;
  4. redazione del verbale del contraddittorio, dando atto delle modalità con cui lo stesso si è svolto e indicando gli indirizzi PEC o mail che saranno utilizzati per il successivo scambio del file;
  5. invio tramite PEC o mail del file al contribuente o suo rappresentante per la condivisione. La condivisione ha la finalità di rilevare eventuali errori presenti nella bozza di verbale e, di norma, sarebbe preferibile che l’intera procedura di contraddittorio a distanza, redazione del verbale e sottoscrizione dello stesso da parte del contribuente e dell’ufficio si concludesse nello stesso giorno;
  6. ciò anche nell’ottica, sotto riportata, che in termini generali, queste modalità di gestione del contraddittorio possono essere adattate caso per caso ad ogni altro procedimento tributario che richiede la partecipazione ovvero l’intesa col contribuente e, quindi, anche in sede di verifica e accertamento;
  7. dopo la condivisione, stampa del file ricevuto dall’ufficio e sottoscrizione (con una sigla su tutte le pagine) da parte del contribuente o del suo rappresentante;
  8. scannerizzazione del verbale sottoscritto e rinvio tramite PEC o mail all’Ufficio, con allegata copia del documento di identità di chi ha sottoscritto il verbale;
  9. stampa del file ricevuto e sottoscrizione da parte del verbalizzante dell’ufficio;
  10. invio via PEC o mail al contribuente o al suo rappresentante del verbale sottoscritto e protocollato.