Dalle agenzie di rating arrivano una buona notizia (nel breve) e una cattiva (nel lungo periodo) sullo stato di salute dell'economia americana, dopo i recenti timori provocati dal restringimento del differenziale tra gli yield dei Treasury USA a 10 anni e quelli che scadenze più brevi.

Fitch: non è imminente una recessione

Secondo un comunicato rilasciato ieri da Fitch, "il rischio di una imminente recessione negli Stati Uniti rimane basso a dispetto del recente appiattimento della curva dei rendimenti", e ciò perché mancano "i segnali di una recessione soggiacente" che tradizionalmente si manifestano con l'inversione, come ad esempio tassi d'interesse elevati rispetto ai tassi attesi nel lungo periodo e una contrazione della profittabilità delle banche.

Curva: un buon indicatore sulle attese di una recessione

Le dinamiche recenti della curva, che è di solito inclinata in modo positivo - a scadenze più lunghe corrispondono valori maggiori - enfatizzano tuttavia secondo l'agenzia che "il ciclo economico degli Stati Uniti è nel suo stadio finale di espansione", vicino cioé a un passaggio di ciclo di cui la curva degli yield è stata tradizionalmente un buon indicatore.

"Ciascuna delle nove recessioni del passato è stata preceduta da un'inversione della curva degli yield in cui i rendimenti a dieci anni scendono sotto i rendimenti a un anno. E il recente restringimento dello spread tra le due scadenze ai livelli più bassi dall'estate 2007 ha innescato il dibattito sulle potenziali implicazioni economiche", recita il comunicato.