Con la nuova Legge di Bilancio arrivano importanti novità per le partite Iva senza però intaccare l’impianto di fondo dei benefici previsti dai provvedimenti precedenti. Vale quindi la pena chiedersi a chi convenga effettivamente il regime forfetario.

Flat tax 2020: cosa cambia rispetto alle ultime disposizioni

Le novità previste dalla Legge di Bilancio per il regime forfettario per le partite Iva non si esauriscono al decreto Fiscale in vigore a partire dal primo gennaio di quest’anno.

In virtù delle ultime correzioni alla Legge di Bilancio, contenute nel decreto fiscale 2020, vengono introdotte infatti importanti novità. Vediamo quali sono. Innanzitutto viene mantenuto il limite di 30.000 euro di reddito per accedere al regime forfettario per i dipendenti che intendono aprire una partita Iva ma viene eliminato il limite di 20.000 euro di spesa per l’utilizzo dei cosiddetti “beni strumentali”.

Non solo, il limite per le spese per le spese del personale dipendente è stato fissato a 20.000 euro (fino al 2018 era pari a 5.000 euro). Il decreto fiscale 2020 in più, esautora dall’obbligo le partite Iva “forfettarie” di avere un conto corrente dedicato su cui far transitare esclusivamente versamenti e prelievi dell’azienda e dello studio. È Cancellato, infine, l’obbligo della fatturazione elettronica per chi ha ricavi superiori a 30.000 euro e aderisce al regime forfettario.

Flat tax 2020: a quali professionisti conviene?