Il FMI rimanda ogni decisione sulla Grecia a dopo l’estate. Questa la dichiarazione del direttore per il Nord Europa del Fmi, lo svedese Thomas Ostros. Il motivo è semplice: la consapevolezza dell’importanza che riveste la partecipazione del FMI all’interno del piano di aiuti, c’è ed è forte, ma è anche altrettanto forte la coscienza di una situazione difficile che potrebbe evolversi in maniera inattesa anche tra diverse settimane e, anche, dopo aver chiuso gli accordi tra Atene e creditori. 

Le paure persistono

Evidentemente i timori dell’Organizzazione diretta da Christine Lagarde sono legati a quello che la politica greca potrebbe avere in serbo nei prossimi mesi: il cammino delle varie riforme imposte alla Grecia, fino ad ora, è stato reso possibile dai voti favorevoli regalati dall’opposizione con l’appoggio periferico dei syriziani, cioè di coloro che hanno accettato, insieme al primo ministro greco, di sottostare ai diktat imposti dall’Europa. Ma con il tempo il margine dei deputati che hanno appoggiato il premier si è via via assottigliato e a settembre, quando ci sarà il Congresso straordinario del partito, potrebbero esserci nuove defezioni o un acuirsi della già grave frattura interna. Morale della favola: le elezioni anticipate sono sempre più una realtà concreta. Cosa significa questo? Che se il caos della situazione che si è creata in questi ultimi 7 mesi trova la sua radice nelle elezioni di gennaio che hanno portato alla ribalta proprio il governo Tsipras, nuove incertezze si prospettano per l’autunno.