Dopo il risultato di ieri con Piazza Affari che ha chiuso a +0,75% oggi le Borse tentano di rafforzare la ripresa. Milano a metà mattinata segna un interessante +1,36% nel giorno in cui la Bce terrà la sua prima riunione dopo le vacanze.

Bce: tutto tranquillo ma...

Nessun annuncio clamoroso in vista ma il serpeggiare delle richieste di un aumento del Quantitative Easing potrebbe far arrivare da Francoforte lumi sulle intenzioni del board nel prossimo futuro. Di certo ci sarà una nuova previsione sull’inflazione e anche qualche commento sul pericolo Cina dal momento che sia dalla pubblicazione del Beige Book che dall’ultima dichiarazione del Fondo Monetario Internazionale, il peso del pericolo cinese si sta facendo sempre più evidente. Soprattutto se si pensa che la situazione è in piena evoluzione e, per di più, ci si deve affidare a dati macro non sempre affidabili come quelli forniti dai vertici cinesi, tanto da far dichiarare a Jim Reid, capo economista di Deutsche Bank che si sta volando alla cieca. Per questo motivo in molti invocano un QE quasi come una forma di rassicurazione dei mercati più che una vera e propria cura finanziaria, anche se, cura non lo è mai stato: la lunghezza esagerata di una cura dai vantaggi minimi non è mai un buon segno di salute. Se poi questa cura si diffonde perchè la malattia colpisce anche le nazioni limitrofe allora bisogna rivedere un po’ la situazione di fondo.

Il lungo gioco del QE

Infatti anche l’Europa, così come la Cina, alla fine, ha deciso di entrare nel gioco e attuare il suo piano di accomodamento finanziario. A tutto vantaggio (fittizio o reale?) dei periferici. Tra questi Italia e Spagna, due nazioni che, con l’arrivo della crisi, si sono trovate in una sorta di conflitto tra poveri, una gara su spread e rendimenti che adesso vedrebbe avvantaggiata l’Italia. Almeno secondo le dichiarazioni di Morgan Stanley che consiglia di comprare Btp a 10 anni fino a quando lo spread con i Bonos non arriverà a toccare i 40 punti dagli attuali 14. Ma non è solo Morgan Stanley a vedere di buon occhio l’Italia, anche il FMI nel suo documento redatto in previsione del meeting dei G20 di Ankara che si terrà il 4 e 5 settembre, sottolinea come i dati preliminari sul secondo trimestre vedano Italia, Irlanda e Spagna in una fase di crescita superiore a quella prevista inizialmente, una crescita che per l’area euro continuerà per tutto il resto dell’anno e per il 2016 complice anche il petrolio a basso prezzo e un euro che si presume continuerà ad essere debole. Per questo motivo il FMI consiglia di attuare politiche che possano facilitare queste condizioni monetarie per la divisa del Vecchio Continente.