Il Fondo Monetario Internazionale ha diffuso il suo ultimo outlook sull'economia mondiale. Stime dell'Eurozona, Cina, Brasile, Germania, tutte riviste al ribasso. Fa eccezione il solo Giappone, per via di una Banca Centrale che le politiche espansive le sa fare e le fa.

Moody's può anche arricciare il naso e petulare con la storia che l'abbondanza di stimoli monetari per un paese tanto indebitato è rischiosa e che l'unico vero miglioramento sarebbe un aumento della produttività, ma Moody's non ha da sfamare una nazione e dovrebbe spiegare perché la Fed poteva farlo e la "Balena di Tokyo", la Bank of Japan, invece no.

Mister Smith goes to Washington, per citare il vecchio film di Frank Capra, saluta Obama e depone la valigetta che un tempo piena di dollaroni sosteneva quasi da sola l'economia del mondo. E gli dice, gli rivela, che il suo proverbiale ottimismo è andato a farsi fottere, che non ne ha più, che l'ha usato per pagarci le tasse quando aveva finito i soldi. E che lì a capito che il valore dell'ottimismo era nullo. Che non era merce di scambio, che non ci compravi nemmeno un hot dog da Shake Shack.

E quell'altra cantilena del calo della disoccupazione, con oltre 6,5 milioni di americani che hanno smesso di cercare lavoro di cui la statistica non dice. E l'altra tiritera del +10,5 dell'immobiliare, che se vai a vedere i dati del 2006 siamo sotto del 28%. Sarebbe questa la creazione di ricchezza?

Il Fondo Monetario Internazionale, nel documento diffuso oggi, da un lato taglia le stime della crescita Usa per il prossimo biennio e dall'altra vorrebbe rassicurare affermando che: «La domanda privata dovrebbe restare solida visto che l'aumento della ricchezza delle famiglie americane è legata alla ripresa del settore immobiliare e a condizioni finanziarie ancora di sostegno».