Le Borse partono in ordine sparso con Piazza Affari debole dall’inizio ma che alle 12 riesce a raggiungere, se non altro, il territorio positivo con un saldo pari a +,18%. Non così invece per Londra che, poco prima delle 12 registra un passivo di -0,3%. Diversa invece la situazione del Dax (+0,56%) e del Cac40 a +0,7% poco prima di mezzogiorno. 

Incertezza sui tassi negativi

Cresce però l’incertezza sulla sfida che ormai rappresentano a tutti gli effetti i tassi negativi. Di qualche giorno fa l’allarme del WSj secondo cui i tassi negativi, adottati per favorire la circolazione del denaro e dissuadere i risparmiatori dal tenerlo chiuso in banca, stia in realtà ottenendo l’effetto opposto e cioè quello di trasmettere un messaggio di crisi e di urgenza, portando, quindi, non solo ad aumentare il risparmio in sè, ma a cercare forme di investimento che prevedano asset rifugio. Una conferma arriva proprio dal report pubblicato oggi dal World Gold Council (Wgc) che sottolinea come ci sia stato un forte aumento della domanda di oro inteso come investimento.

Oro come risposta alla paura

Una diversificazione del portafoglio che invece ha in sè il sapore della paura, soprattutto perchè, spiega l’ìanalisi, le motivazioni vengono dettate dalle incertezze in arrivo sul fronte Brexit (tempi, modalità e risultati del divorzio di Londra dall’Ue) ma anche su quello dell’incertezza geopolitica con più di un cigno nero che sorvola l’Europa (Turchia in primis ma anche Siria e Libia), senza contare i numerosi ed altrettanto incerti appuntamenti politici che caratterizzeranno il prossimo biennio e di cui si è potuto avere già un assaggio in questo 2016 costellato non solo dal referendum inglese con  il suo risultato a dir poco sorprendente, ma anche con la Spagna, la cui ingovernabilità di è trascinata per 7 mesi e ha richiesto ben due tornate elettorali, oltre all’Austria e alla Francia con l’avanzata del fronte euroscettico. Per il 2017 si replica il copione della chiamata alle urne su Parigi, Berlino e anche nei Baesi Bassi dove si profila all’orizzonte la volontà di indire un referendum in stile Brexit.