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Il mondo come lo conosciamo noi non esiste più. Almeno nelle proiezioni del Fondo Monetario internazionale che nel suo World Economic Outlook, sottolinea come ormai il mondo si stia dividendo in 3 corsie dove, a fare la parte del leone non sono più le “classiche” economie mature ormai arrivate sull’orlo dell’esaurimento finanziario e delle energie per riuscire al salvarsi, bensì le emergenti che, prese insieme, rappresenteranno lo scoglio saldo della crescita, quello al quale, in futuro, ci dovremo aggrappare.

Da un iniziale 3,5%, si è giunti a un 3,3% dopo aver esaminato l’andamento globale degli ultimi due mesi, mentre resta invariato (ma già sappiamo che in futuro sarà tagliato anche quello) l’outlook per il 2014.

Usa. Le previsioni per il 2013 vedono un +1,9%, con un +2,1% di gennaio, a sua volta già in calo rispetto allo stesso periodo del 2012 che era sul 2,2%. In questo caso, però, il calo degli investimenti statali dati dalla famosa questione dei tagli indiscriminati alla spesa e dalla risoluzione (ancora lontana) del tetto alla spesa, sarebbe contrapposta a una crescita, seppur minima, dell’economia in generale, cosa che porterebbe un +3% nelle proiezioni del Fmi. La base sulla quale poggiano queste considerazioni vede un settore immobiliare in ripresa, una migliore predisposizione al credito da parte delle banche (che evidentemente hanno adottato un approccio ben diverso da quello europeo), una crescita di posti di lavoro.