Nella settimana terminata il 6 febbraio, gli investitori hanno continuato a riversare volumi record di capitali verso i fondi azionari e l'obbligazionario delle economie Emergenti; hanno mostrato, nonostante il robusto rally messo a segno da Wall Street in questo primo scorcio dell'anno, una scarsa fiducia verso l'equity USA; e si sono soprattutto riaffacciati sulle Borse europee, che riconquistano la capacità di attrarre flussi dopo un'emorragia durata mesi.

Bofa: flussi record verso gli Emergenti

Lo segnala un nuovo report sui fund flows di Bank Of America Merrill Lynch, basato su dati Epfr, dal quale emerge che la raccolta ha continuato a concentrarsi la scorsa settimana, in continuità con la forte ripresa di inizio anno dopo il pesante selloff del quarto trimestre 2018, su fondi specializzati in azioni giapponesi e dei mercati emergenti, bond investment-grade e high-yield e debito degli emergenti.

Tra le crescenti aspettative che una politica monetaria più accomodante della Fed possa portare a un indebolimento del dollaro, ha visto in particolare sottoscrizioni record il debito dei mercati emergenti ($4,4 miliardi, massimo degli ultimi tre anni) insieme alle obbligazioni high-yield ($4,8 miliardi); sui fondi obbligazionari sono confluiti complessivamente $11,1 miliardi, massimo dal maggio 2018.

Continua l'emorragia dagli Stati Uniti

I prodotti specializzati in azioni hanno guadagnato 4,3 miliardi nel complesso, ma i dati settimanali hanno confermato che molti investitori guardano ancora con una certa circospezione al mercato azionario USA, su cui pesa l'ombra di valutazioni elevate e di una crescita dei profitti societari prevista in rallentamento nel corso dell'anno: dai fondi specializzati in equity USA sono usciti $700 milioni.