L'analisi del Ftse Mib

Dopo il frizzante rally messo a segno in avvio di settimana, il Ftse Mib ieri ha continuato a spingersi in avanti, guadagnato il 2,19% a 17.411 punti.

Da segnalare che nell'intraday l'indice ha toccato un top a 17.887 punti, poco oltre il massimo del 25 marzo a 17.830 punti, salvo poi riportarsi ben sotto questa soglia.

La mancata violazione di questa barriera potrebbe essere letta come un segnale negativo e una conferma in tal senso si avrà in caso di ritorni del Ftse Mib al di sotto di area 17.000.

L'abbandono di questo livello aprirà le porte ad un test dei 16.750 punti, dove verrà chiuso il gap-up lasciato aperto in avvio di settimana, con proiezioni successive a 16.500/16.400 punti.

Ulteriori indicazioni di debolezza porteranno il Ftse Mib ad arretrare verso i 16.000/15.800 punti, oltre cui la discesa proseguirà verso i 15.500 punti prima e in seguito fino ad area 16.000 nella peggiore delle ipotesi.

Un segnale di ripresa si avrà con la rottura dei 17.850 punti, con primo approdo in area 18.000.
Oltre questa soglia psicologica il Ftse Mib allungherà il passo verso 18.400/18.500 punti, superati  quali ci sarà spazio per l'area dei 19.000 punti. 

Banco BPM: a rischio una discesa sui minimi e anche oltre?

La seduta di ieri si è conclusa con un nulla di fatto per Banco BPM che si è fermato sulla parità a 1,2155 euro, con volumi di scambio appena sopra la media degli ultimi 30 giorni.

Al pari di quanto accaduto nella sessione di lunedì, Banco BPM ha mostrato minore forza relativa rispetto al Ftse Mib e agli altri protagonisti del settore bancario.

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Banco BPM bocciato da Citigroup e da Bank of America

Il titolo è stato appesantito dalla bocciatura arrivata da Citigroup, i cui analisti hanno deciso di cambiare strategia, con una revisione del rating da "buy" a "neutral", a fronte di un prezzo obiettivo tagliato da 1,75 a 1,5 euro.

Lunedì un altro downgrade per Banco BPM è arrivato da Bank of America che ha modificato il giudizio da "neutral" ad "underperform", con un target price dimezzato da 2,4 a 1,2 euro.

Da ricordare che nei giorni scorsi Banco BPM, al pari di quanto accaduto per altri bancari, ha deciso di sospendere il pagamento del dividendo fino all'1 ottobre prossimo, in ossequio ad una raccomandazione arrivata dalla BCE.

Lo stop della cedola non è certo di aiuto per il titolo che resta inserito in un trend palesemente ribassista.
Dal top del 18 febbraio a 2,59 euro, Banco BPM in meno di un mese ha più che dimezzato il suo valore, scendendo a segnare un minimo a 1,025 euro lo scorso 12 marzo.

Un bottom da cui è partito un recupero che ha portato le quotazioni ad un passo da area 1,4 euro, con successivo ripiegamento verso quota 1,2 euro.

Banco BPM: quale operatività nel breve?

Banco BPM conferma così una scarsa reattività, mostrandosi più debole del mercato e incapace di mettere a segno dei recuperi duraturi e degni di nota.

Con un ritorno delle quotazioni sotto area 1,2 euro sarà inevitabile un nuovo test dei minimi a ridosso degli 1,1 euro.
Negativo sarà un abbandono di questo livello che porterà Banco BPM ad aggiornare i suoi minimi storici con primo target a 1 euro e obiettivo successivo a 0,95/0,9 euro.

Su tenuta di area 1,2 euro Banco BPM potrà recuperare verso 1,25/1,27 euro prima  e in seguito in direzione degli 1,3/1,32 euro.

Al di sopra di questo livello il titolo punterà all'area degli 1,4 euro, superata la quale si potrà assistere ad un'accelerazione rialzista verso area 1,6/1,65 euro.