Il titolo, dopo lo spunto rialzista mostrato in avvio della scorsa ottava, che lo aveva portato anche oltre quota 2,1 euro, ha imboccato la via delle vendite, tornando a mettere sotto pressione l'area dei 2 euro, violata nell'intraday all'inizio della prima decade di novembre.

Banco BPM ha mostrato maggiore debolezza relativa rispetto al Ftse Mib, senza beneficiare in alcun modo delle ultime indicazioni arrivate dalla Consob.

Da quest'ultima si è appreso infatti che su titolo si sono ridotte le posizioni nette ribassiste, scendendo da 7 a 6 nell'ultima settimana, per una quota calata dal 5,08% al 4,15% del capitale.

Il titolo però continua a rimanere preda di una fase di debolezza partita da metà ottobre e precisamente dal 17 del mese appena citato, quando le quotazioni hanno aggiornato i massimi dell'anno a 2,22 euro.

Livello dal quale si è avuto un ripiegamento di circa il 10%, complice da una parte il rialzo dello spread BTP-Bund che ha pesato sull'intero settore bancario e dall'altra l'assenza di particolari catalizzatori positivi.

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