Dopo quattro sedute consecutive in ribasso, Piazza Affari oggi è riuscita quantomeno a porre un freno alle vendite.
Il Ftse Mib si è fermato a ridosso della parità, registrando un frazionale rialzo dello 0,03% a 22.736 punti.

Il mercato italiano si è mantenuto a galla insieme a quello tedesco, diversamente da quanto accaduto per la Borsa londinese e quella francese che hanno perso terreno anche oggi.

Ftse Mib frenato dai timori sui dazi Usa

Ad appesantire il sentiment degli investitori contribuiscono senza dubbio le ultime dichiarazioni del presidente Trump che hanno riportato in primo piano i timori legati ai rapporti commerciali degli Usa non solo con la Cina, ma anche con altri Paesi.

Oggi l'inquilino della Casa Bianca ha affermato che non esiste una deadline per il raggiungimento di un'intesa con Pechino, aggiungendo che il deal potrebbe anche slittare di un anno, dopo le elezioni presidenziali Usa del 2020.

Tornano i dazi su acciaio e alluminio da Brasile e Argentina

Ieri invece Trump ha annunciato in un tweet la re-introduzione dei dazi sull’acciaio e alluminio in arrivo da Brasile ed Argentina.

Gli analisti di Equita SIM oggi hanno focalizzato la loro attenzione sulle società di Piazza Affari maggiormente colpite dai nuovi dazi annunciati da Trump.

Tenaris: gli impatti attesi dai dazi

A finire sotto la lente è in primis Tenaris, con la SIM milanese che ricorda che attualmente è in vigore una quota sull’import di tubi negli Stati Uniti dall’Argentina, pari a circa 148mila tonnellate.

Gli analisti si aspettano un impatto limitato in termini di maggiori costi per Tenaris, in quanto ritengono che la società potrà in gran parte compensare le tonnellate in arrivo dall’Argentina con il nuovo impianto di Bay City e altri impianti in Messico e Canada.