La settimana di Borsa finita ieri si è conclusa con una seduta positiva per le Borse europee che hanno terminato gli scambi in salita.

Il Dax e il Ftse100 sono saliti rispettivamente dell'1,24% e dell'1,01%, lasciando indietro il Cac40 che si è accontentato di un frazionale rialzo dello 0,11%.

Ftse Mib di nuovo sotto quota 17.000. Bilancio settimanale negativo

Non è riuscita a sintonizzarsi con le altre Borse europee Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 16.852 punti, in frazionale calo dello 0,09%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 17.124 e un minimo a 16.792 punti.

Ben più negativo il bilancio settimanale visto che nelle ultiem cinque sedute l'indice delle blue chips ha accusato un ribasso del 3,37% rispetto al close del venerdì precedente.

Il Ftse Mib in apertura di settimana ha provato ad allungare il passo verso i 17.700 punti, salvo poi tornare indietro e dopo un nuovo tentativo di recupero è sceso solo la soglia dei 17.500, per poi andare a violare l'area dei 17.000 e approdare ad un passo da quota 16.500.

La tenuta di questa soglia ha favorito un recupero che venerdì ha visto il Ftse Mib prova a scavalcare area 17.100, con successivo ripiegamento verso quota 16.850 in chiusura di sessione.

Ftse Mib ancora in trading range

Rispetto alla prima settimana di maggio, quando l'indice si era mossa nel range 17.000-17.500, si è allargato l'intervallo di oscillazione dei prezzi nelle ultime cinque sedute, senza che questo abbia modificato però l'impostazione di fondo.

Il Ftse Mib resta infatti inserito in un movimento laterale che in ottica più ampia vede come due estremi i 16.300 e i 18.300 punti, corrispondenti rispettivamente al minimo del 30 marzo e al massimo del 30 aprile. 

E' innegabile che il supporto di area 16.500 abbia funzionato bene, con l'effetto di far ripartire subito il Ftse Mib.
La reazione seguita al test del supporto però è stata convincente e non ha permesso non solo di avvicinare area 17.500, ma neanche di tenere quota 17.000.

Ftse Mib: i possibili scenari e i livelli da tenere d'occhio

Un'ombra si allunga quindi sull'avvio della prossima settimana quando, in assenza di un'immediata reazione il Ftse Mib potrebbe tornare a mettere sotto pressione il supporto dei 16.500 punti.

Un primo banco di prova che in caso di fallimento vedrà subito sotto il sostegno dei minimi di fine marzo in area 16.300.

Negativo sarà l'abbandono di questa soglia, visto che il Ftse Mib potrebbe non essere trattenuto dai 16.000 punti, con proiezioni ribassiste successive a 15.500 punti prima e in area 15.000 nella peggiore delle ipotesi.

Un test con esito positivo del supporto in area 16.500 o una ripartenza che riporti subito il Ftse Mib sopra quota 17.000, apriranno le porte ad un allungo prima verso i 17.500 punti e in seguito in direzione di area 18.000, previo superamento dell'ostacolo intermedio a 17.700/17.800 punti.

Per poter assistere ad una prosecuzione del rialzo sarà importante una violazione decisa di area 18.300, oltre cui il Ftse Mib punterà subito ai 19.000/19.200 punti e in seguito alla soglia psicologica dei 20.000 punti.

Ftse Mib: le strategie da adottare nel breve

La buona tenuta di alcuni supporti chiave non si può negare, ma il sentiment del mercato resta fragile ed è reale il rischio di assistere a degli scivoloni anche improvvisi che a nostro avviso hanno più probabilità di concretizzarsi rispetto a repentine impennate dei corsi.

Strategicamente quindi la cautela è d'obbligo e qualsiasi operatività deve essere gestita con la massima attenzione per contenere i danni se qualcosa dovesse andare storto.

Chi ha posizioni long già aperte sul mercato dovrà proteggerle con adeguati stop loss, il primo dei quali è in area 16.500 di Ftse Mib, dove si andrà a ridurre l'esposizione, con chiusura totale dei trade in caso di discesa sotto i 15.300/16.000 punti.

Nuovi acquisti saranno da condizionare al superamento dei 17.500 punti di Ftse Mib, per poi incrementare alla violazione rialzista di area 18.300.

I market movers in America e in Europa

Per la prima seduta della prossima seduta sul fronte macro Usa si segnala solo l'indice Nahb che a maggio dovrebbe risalire da 30 a 35 punti.

In Europa non sono previsti dati macro e sarà da seguire in Germania l'asta dei titoli di Stato con scadenza a 7 anni per un importo massimo di 4 miliardi di euro.

Piazza Affari: i titoli che staccano il dividendo lunedì 18 maggio

A Piazza Affari si segnala lo stacco del dividendo di numerosi titoli e tra le blue chips troviamo: A2A (0,0775 euro), Azimut (1 euro), Buzzi Unicem (0,15 euro per le ordinarie e 0,174 euro per le risparmio), ENI (0,43 euro, saldo), Generali (0,5 euro, acconto), Italgas (0,256 euro), Prysmian (0,25 euro), Recordati (0,52 euro, saldo), Saipem (0,01 euro per le azioni ordinarie e per le risparmio).

Tra i titoli a piccola e media capitalizzazione troviamo: Anima Holding (0,205 euro), ERG (0,75 euro), Inwit (0,132 euro), Salini Impregilo (0,03 euro per le ordinarie e 0,26 euro per le risparmio), UnipolSai (0,16 euro), BE (0,023 euro), Cellularline (0,33 euro), Cementir (0,14 euro), Falck Renewables (0,067 euro), Interpump Group (0,25 euro), Massimo Zanetti BG (0,19 euro) e TamburiIP (0,09 euro).
Per conoscere i rendimenti offerti da ciascun dividendo clicca il seguente link.

I titoli da monitorare a Piazza Affari. Al via collocamento BTP Italia

Sotto la lente Telecom Italia ed Exprivia che presenteranno i conti del primo trimestre, mentre Netweek alzerà il velo sui dati dell'esercizio 2019.

In agenda le assemblee degli azionisti di Terna e di Banca Monte Paschi per l'approvazione dei dati di bilancio del 2019 e la nomina del Cda.

Lunedì prende il via il collocamento della sedicesima tranche del BTP Italia che sarà offerto con una cedola minima pari all'1,4%.