Anche maggio si è chiuso all'insegna del recupero per i mercati azionari internazionali che, dopo il rimbalzo di aprile, hanno proseguito la corsa al rialzo.

Ftse Mib in recupero anche a maggio, ma meno degli altri indici

A sostenere le Borse hanno contribuito l’ottimismo per l’allentamento dei lockdown e le misure senza precedenti adottate da banche centrali e governi per fronteggiare la crisi causata dal coronavirus, pur segnalando che si sono riaccese le tensioni tra Stati Uniti e Cina.

Anche Piazza Affari ha recuperato terreno a maggio, con il Ftse Mib in rialzo del 2,87%, ma il mercato italiano ha sottoperformato i principali indici azionari.

Questo per via dei continui timori di un forte rallentamento della crescita italiana, con conseguente aumento del debito pubblico e dopo la fine del divieto alle vendite allo scoperto.

C'è dire però che gli acquisti da parte della BCE e le aspettative di un ulteriore potenziamento del “Pandemic Emergency Purchase Program” da 750 miliardi di euro al meeting in agenda giovedì prossimo, hanno permesso allo spread BTP-Bund di ridursi di 50 punti base.

Ftse Mib: Equita suggerisce cautela. Ecco perchè

Nel consueto report mensile, gli analisti di Equita SIM evidenziano che la performance dei principali indici azionari dal minimo di metà marzo suggerisce prudenza.

Questo in quanto la stessa anticipa un rimbalzo a V dell’economia anche grazie agli interventi molto aggressivi e rapidi delle banche centrali e ai piani di supporto dei governi.

Gli esperti si aspettano, invece, che la riapertura dell’economia avverrà con molta cautela e a ritmi decisamente più lenti di quanto accaduto in Cina.

Lo scenario più probabile secondo la SIM milanese è un crollo del PIL secondo trimestre dell'anno, un quadro debole anche nel terzo e un modesto recupero negli ultimi tre mesi del 2020.

Inoltre, gli analisti fanno notare la recessione arriva dopo un ciclo di crescita andato avanti per oltre 10 anni negli Stati Uniti, durante il quale si è assistito ad un aumento significativo del debito aggregato delle società non finanziarie.

Ftse Mib: analisti puntano su titoli difensivi

In questo contesto, a detta di Equita SIM occorre continuare a privilegiare i settori difensivi, con bassa ciclicità e solidità dei bilanci, evitando concentrazioni di rischio su titoli ciclici o su scommesse che presuppongono un rapido ritorno alla normalità.

Gli esperti spiegano infatti che la valutazione dei mercati azionari non appare attraente: l'S&P500 ad esempio sta trattando a 21,5 volte il rapporto prezzo-utili a 12 mesi, che è il punto più alto dallo scoppio della bolla dotcom del 2000.

Le ragioni per essere positivi risiedono completamente nel “modello FED” che confronta gli earning yield delle azioni (5%) rispetto al rendimento del decennale USA (0.6%), sostanzialmente come dire che “non c’è alternativa alle azioni”.

Inoltre la FED ha rimosso l’analisi del rischio dalla propria equazione, dato che sta comprando obbligazioni corporate speculative grade corporate bonds, portando ad una compressione di 90 punti base a 710.

Piazza Affari: le blue chips e le small cap da mettere in portafoglio

Alla luce di queste considerazioni, gli analisti di Equita SIM nel portafoglio raccomandato a Piazza Affari confermano un posizionamento difensivo, rimanendo sottopeso rispetto al benchmark, con un'esposizione all'83,1% rispetto ad un peso neutro del 95%. 

Gli esperti privilegiano i titoli difensivi come utilities, healthcare e telecomunicazioni, mantenendo un sottopeso sul settore finanziario.

La SIM milanese nei suoi portafogli è già posizionata per beneficiare dei temi sottesi al piano europeo: energie rinnovabili, digitale, (con un focus particolare sulla cybersecurity), economia circolare e salute pubblica con titoli quali ENEL, Terna, Telecom Italia e FinecoBank tra le blue chips, cui si aggiungono Acea, ERG, Falck Renewables, Inwit e Reply tra le small caps.

Oltre a quelle già citate, quanto alle altre blue chips da mettere in portafoglio a giugno segnaliamo Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Exor, Leonardo, Moncler, ENI, Poste Italiane, Unipol, Recordati, A2A ed Hera.

Nel portafoglio small-cap invece Falck Renewables entra nella selezione best picks, quindi con peso doppio rispetto agli altri titoli, al posto di Acea (dopo la buona performance).